Un altro podio, a 41 anni

Kim Hong-yeol, conosciuto nel mondo della danza come Hongten, ha conquistato la medaglia d’argento nella gara maschile di breaking ai Giochi asiatici di Aichi-Nagoya 2026. In finale, disputata il 3 ottobre a Tokoname, in Giappone, ha perso 0-3 contro il giapponese Shigekix, 24 anni.

Il risultato non gli ha permesso di bissare l’oro vinto ai Giochi asiatici di Hangzhou, nel 2022, edizione che si svolse nel 2023. Ma il secondo podio consecutivo nella competizione conferma la sua capacità di restare ai vertici di una disciplina fisicamente impegnativa anche dopo decenni di carriera.

«Avevo perfino tinto i capelli di biondo per portare fortuna all’oro», ha raccontato dopo la finale, senza nascondere la delusione. «Però il mio primo obiettivo era godermi davvero la gara, e quello l’ho raggiunto».

Una finale contro un avversario più giovane

Nella sfida per l’oro, Hongten ha affrontato un atleta nato nel 2002, con cui ha una differenza d’età di circa 18 anni. Il coreano ha portato in scena una prova energica, cercando di coinvolgere il pubblico con movimenti potenti e una presenza scenica che ha suscitato forti applausi.

Il breaking, chiamato anche breakdance, è una forma di danza urbana in cui si combinano ritmo, creatività, controllo del corpo e movimenti eseguiti a terra o in piedi. In termini semplici, è un po’ come costruire una coreografia sul momento: il danzatore interpreta la musica e cerca di sorprendere con passaggi personali, mantenendo precisione e continuità.

La medaglia d’argento ha un significato particolare perché arriva dopo una gara vissuta con uno spirito diverso da quello dell’edizione precedente. A Hangzhou, ha spiegato Hongten, era concentrato soprattutto sulla vittoria, anche perché il risultato era legato alla qualificazione per i Giochi olimpici di Parigi 2024. Questa volta, invece, voleva lasciarsi guidare maggiormente dalla musica e godersi ogni momento sul palco.

Preparazione e nuovi movimenti

Il cambio di approccio non ha significato una preparazione meno intensa. Prima della competizione, Hongten ha seguito un programma regolare nel centro nazionale di allenamento di Jincheon: esercizi di forza al mattino, danza nel pomeriggio e lavoro individuale alla sera.

Ha curato anche i dettagli della propria esibizione, compreso il toprock, cioè la parte di danza eseguita in piedi prima dei movimenti a terra tipici del breaking. Ha inoltre inserito nuovi passaggi, per ampliare il repertorio e offrire al pubblico una prova più ricca.

«Volevo fare un’esibizione davvero bella e mostrare più cose possibili», ha spiegato. Durante la gara ha cercato di tenere il corpo in sintonia con il ritmo, senza concentrarsi soltanto sul risultato.

Secondo il racconto dell’atleta, la soddisfazione più grande è stata riuscire a sorridere e divertirsi durante la competizione. Il pubblico ha risposto con entusiasmo alle sue esibizioni, e Hongten ha scherzato sul fatto di essere stato probabilmente uno dei concorrenti che hanno sorriso di più per tutta la manifestazione.

Imparare dai giovani per restare in movimento

Nonostante abbia già raggiunto traguardi importanti, Hongten continua a cercare nuove idee. Il panorama del breaking cambia con l’arrivo di generazioni più giovani, che portano stili e tendenze differenti. Per lui, restare legato soltanto al proprio modo di danzare significherebbe smettere di crescere.

«Non bisogna insistere solo sul proprio stile: è importante accogliere le tendenze di oggi e imparare», ha detto. Osservare i danzatori più giovani e studiare il loro modo di muoversi è diventato, nelle sue parole, una delle ragioni che lo spingono a continuare.

Questa curiosità aiuta anche a spiegare la longevità della sua carriera. Nel breaking, una disciplina che richiede movimenti rapidi, equilibrio e forza, l’esperienza può essere preziosa, ma non basta da sola: occorre allenarsi e adattarsi. È un po’ come imparare una lingua nuova: conoscere bene le regole di partenza aiuta, ma bisogna continuare ad ascoltare e fare pratica per comunicare con gli altri.

Dalla danza tra amici ai successi internazionali

Hongten ha iniziato a danzare alle scuole medie, insieme agli amici. All’inizio era soprattutto un modo per stare insieme e divertirsi; con il tempo, la danza gli ha permesso di incontrare nuove persone e di crescere, fino a diventare una parte centrale della sua vita.

Nel 2002 è diventato il primo atleta sudcoreano a vincere una competizione mondiale di breaking. In seguito ha conquistato per tre volte la finale di Red Bull BC One, uno dei principali eventi internazionali della disciplina: nel 2006, nel 2013 e nel 2023.

Ha raccontato di non aver mai dimenticato l’emozione della prima vittoria mondiale. Anche partecipare ai Giochi asiatici, ha aggiunto, è stato uno dei momenti più significativi della sua carriera: una competizione che gli ha dato l’occasione di portare la propria danza su un palcoscenico sportivo internazionale.

«Non è mai troppo tardi per cominciare»

Per Hongten, il valore della medaglia va oltre il risultato sportivo. La sua presenza ai Giochi a 41 anni può parlare anche a chi rinuncia a un progetto perché pensa di essere troppo vecchio, di aver perso il momento giusto o di non avere abbastanza esperienza.

«Vorrei mostrare che, anche quando si pensa di essere arrivati tardi, è possibile iniziare qualcosa di nuovo. Spero che la mia sfida possa dare un po’ di coraggio e di speranza a qualcuno».

Ha rivolto un messaggio in particolare alle persone della sua stessa generazione, ricordando che la vita presenta momenti difficili ma anche giornate migliori. Nel suo caso, ha raccontato, la danza è stata una strada per ritrovare il sorriso.

Un futuro legato anche ai giovani atleti

Dopo aver raccolto tanti risultati, Hongten guarda anche al futuro del breaking sudcoreano. Vorrebbe che il movimento nazionale tornasse a essere più forte e si è detto disponibile a condividere con gli atleti più giovani le conoscenze accumulate in anni di gare e allenamenti.

Il suo obiettivo non è soltanto lasciare il ricordo di un campione. Vorrebbe essere ricordato come un atleta che ha contribuito a proteggere la cultura e i valori della danza, che ha continuato a divertirsi e che ha avuto un’influenza positiva sui suoi successori.

La prossima tappa è già nei suoi pensieri: Hongten ha iniziato a prepararsi per i campionati nazionali sudcoreani. L’argento di Aichi-Nagoya, dunque, non rappresenta una conclusione, ma un nuovo capitolo di una carriera costruita continuando a imparare, danzare e mettersi alla prova.