Al Lycée Édouard-Herriot di Lione, nel sud-est della Francia, decine di studenti hanno bloccato l’ingresso principale con bidoni della spazzatura e banchi a partire dalle 7 circa dell’8, ora locale. Secondo il ministero dell’Interno francese, quel giorno sono scese in piazza 71.500 persone, tra cui studenti delle scuole superiori, in oltre 30 città del Paese. La questione sollevata da una protesta che prosegue da tre settimane non riguarda soltanto il deterioramento degli edifici scolastici. È in discussione il fatto che le condizioni in cui si può studiare e le opportunità di prepararsi per l’università possano cambiare in base al luogo in cui si vive.

Contesto

Le disparità nell’istruzione emerse con la protesta riguardano insieme le condizioni materiali delle scuole, la carenza di insegnanti e le modalità di candidatura all’università. Secondo quanto riportato, esistono differenze nelle condizioni educative tra le scuole dei quartieri benestanti delle grandi città e quelle delle periferie povere. In alcune scuole gli insegnanti sono assegnati in modo stabile e si svolge la preparazione agli esami di ammissione; in altre, invece, le lezioni vengono sostituite dallo studio individuale perché manca il docente incaricato.

La responsabilità di migliorare gli edifici scolastici non spetta al governo centrale, bensì alle amministrazioni locali e regionali. Secondo quanto spiegato, i comuni e gli enti locali con entrate fiscali insufficienti possono avere maggiori difficoltà a investire nel miglioramento delle strutture. Secondo Le Monde, gli edifici dei licei francesi hanno in media 61 anni e soltanto il 15% delle scuole è stato costruito o ristrutturato dal 2015.

La carenza di insegnanti, indipendentemente dalle condizioni degli edifici, mette a rischio le opportunità di seguire le lezioni. Il ministero dell’Istruzione francese ha calcolato che nel 2024-2025 il 10% dell’orario complessivo delle lezioni nelle scuole superiori non è stato svolto, per ragioni tra cui la mancanza di insegnanti. Quest’anno gli studenti delle scuole medie e superiori sono 5,58 milioni, 250.000 in più rispetto al 2008. L’articolo riferisce che il presidente Emmanuel Macron ha tagliato migliaia di posti di insegnante nelle scuole medie e superiori fin dal primo anno del suo mandato, nel 2017.

È stato osservato che, tra le scuole che soffrono di carenza di docenti, quelle con un maggior numero di studenti svantaggiati sul piano sociale e scolastico possono incontrare maggiori difficoltà nel reclutare e trattenere gli insegnanti. Élise Huillery, docente a Sciences Po, ha detto che gli insegnanti si candidano meno volentieri per queste scuole. Ciò mostra che il luogo di residenza degli studenti può incidere non solo sulle strutture scolastiche, ma anche sul tipo di insegnanti da cui ricevono le lezioni.

Un altro elemento della protesta è il malcontento per le modalità di candidatura all’università. Nel 2018 il ministero dell’Istruzione ha introdotto Parcoursup, la piattaforma online per le candidature e le selezioni universitarie. Per candidarsi, gli studenti inseriscono i voti e le informazioni sul percorso scolastico, una lettera di presentazione e i risultati del baccalauréat, l’esame francese collegato all’accesso all’università. In un sistema che prende in considerazione sia i risultati scolastici sia i documenti presentati, può quindi essere importante, nel percorso di accesso all’università, che le lezioni si svolgano regolarmente e che vi siano le condizioni per preparare le attività e il materiale di supporto alla candidatura.

Che cosa significa questa notizia

Il timore centrale espresso dalla protesta è che l’accesso all’università non dipenda soltanto dall’impegno individuale degli studenti. Chi frequenta una scuola in cui si perdono lezioni e che fatica ad assumere insegnanti può trovarsi in una posizione svantaggiata sia per le opportunità di apprendimento sia per le condizioni necessarie ad arricchire il proprio percorso scolastico. Se poi il miglioramento delle strutture dipende dalle risorse finanziarie locali, ridurre le disparità nell’istruzione diventa una questione che va oltre la singola scuola e riguarda le differenze di risorse e di distribuzione del personale tra territori.

Il fatto che Parcoursup rientri tra le cause di malcontento degli studenti mostra che le procedure di ammissione e le condizioni delle scuole non sono separate. Anche seguendo la stessa procedura di candidatura, le opportunità possono variare da una scuola all’altra: non è detto che le lezioni si svolgano regolarmente o che ci sia tempo sufficiente per preparare i materiali richiesti. Tuttavia, quanto riportato non permette di stabilire in che modo concreto la piattaforma penalizzi i candidati né se siano allo studio modifiche al sistema.

Per esempio, se uno studente deve preparare i documenti per la candidatura e la lettera di presentazione senza aver potuto seguire un numero sufficiente di lezioni a causa dell’assenza di un insegnante, le opportunità di apprendimento offerte dalla scuola e le condizioni per preparare la candidatura possono entrambe diventare un peso. Si tratta di un’ipotesi utile a illustrare i problemi descritti nell’articolo, non di una conclusione sull’esito di un caso specifico.

Anche il costo degli interventi è al centro del dibattito. La professoressa Huillery ha stimato che assumere insegnanti per ripristinare i servizi educativi e migliorare le infrastrutture scolastiche richiederebbe 12 miliardi di euro. Il debito pubblico francese, secondo quanto riferito nell’articolo, ammontava alla fine di giugno a 3.595,5 miliardi di euro, il livello più alto dal 1946. La richiesta di aumentare gli investimenti nell’istruzione si scontra con la necessità di gestire il debito pubblico, e potrebbe quindi aprirsi un divario tra la portata dei cambiamenti richiesti dalla protesta e le misure che il governo può effettivamente adottare.

Differenze tra i resoconti

I resoconti differiscono per quanto riguarda la situazione della protesta. Uno riferisce che l’8 sono scese in piazza 71.500 persone, tra cui studenti delle scuole superiori, in oltre 30 città del Paese; un altro, mentre la protesta entra nella terza settimana, afferma che secondo i dati del ministero dell’Istruzione sono state chiuse 141 scuole in tutto il Paese. I due resoconti sembrano riferirsi a momenti e oggetti di rilevazione diversi, ma le informazioni disponibili non bastano per stabilire se le rispettive cifre possano essere confrontate come misure della stessa portata.

Un altro resoconto riferisce che i sindacati studenteschi hanno dichiarato di voler proseguire le proteste anche dopo aver ottenuto un primo risultato e che i sindacati di studenti e insegnanti hanno indetto uno sciopero nazionale nelle scuole per il martedì successivo. Aggiunge inoltre che alla mobilitazione si stanno unendo anche gli studenti delle università più prestigiose di Parigi. Un altro resoconto, invece, si concentra sulle cause della protesta, tra cui le disparità educative, le condizioni degli edifici scolastici, la carenza di insegnanti e il malcontento degli studenti per Parcoursup.

Fatti confermati e aspetti ancora incerti

Fatti confermati

  • Secondo il ministero dell’Interno francese, l’8 sono scese in piazza 71.500 persone, tra cui studenti delle scuole superiori, in oltre 30 città del Paese.
  • Il ministero dell’Istruzione francese ha calcolato che nel 2024-2025 il 10% dell’orario complessivo delle lezioni nelle scuole superiori non è stato svolto, per ragioni tra cui la carenza di insegnanti.
  • Secondo quanto riportato, gli edifici dei licei francesi hanno in media 61 anni e soltanto il 15% delle scuole è stato costruito o ristrutturato dal 2015.
  • È stato riferito che la responsabilità di migliorare le strutture scolastiche spetta alle amministrazioni locali e regionali, non al governo centrale.
  • Parcoursup è stato introdotto nel 2018; al momento della candidatura gli studenti inseriscono informazioni sul percorso scolastico, una lettera di presentazione e i risultati del baccalauréat, tra gli altri elementi.

Aspetti ancora incerti

  • L’articolo non indica quali misure concrete di miglioramento dell’istruzione il governo francese adotterà in risposta alle richieste dei manifestanti.
  • Non è stato confermato quando terminerà la protesta né se il sistema Parcoursup sarà modificato.
  • Non è possibile stabilire se le cifre riportate nei due resoconti sul numero di scuole chiuse e sulla portata della protesta possano essere confrontate in base allo stesso momento e agli stessi criteri.

Che cosa dovrebbe verificare il lettore

  • Nel seguire gli sviluppi, è utile distinguere quali misure vengono proposte per migliorare le strutture, assumere insegnanti e riformare le procedure di candidatura all’università. La responsabilità per gli edifici e gli interventi relativi a insegnanti e ammissioni possono appartenere ad ambiti di politica pubblica diversi.
  • Quando si confrontano le cifre sulla partecipazione alla protesta o sul numero di scuole chiuse, è opportuno verificare anche la data della rilevazione, l’oggetto conteggiato e l’ente che ha fornito i dati.
  • Se verranno annunciate novità su Parcoursup, occorrerà distinguere se cambieranno davvero i documenti richiesti per candidarsi e le modalità di selezione oppure se ci si limiterà ad ascoltare le lamentele degli studenti.

Riferimenti