Le riserve valutarie a fine settembre, annunciate dalla Banca di Corea (한국은행) il 6 ottobre 2026, ammontavano a 440,56 miliardi di dollari. Rispetto alla fine del mese precedente, sono diminuite di 1,72 miliardi di dollari. Dopo essere cresciute per tre mesi consecutivi, da giugno ad agosto 2026, a settembre le riserve valutarie sono tornate a diminuire.

Alla diminuzione hanno contribuito il calo dei depositi in valuta estera presso gli istituti finanziari e l’affidamento di attività alla Società per gli investimenti strategici Corea-USA per finanziare investimenti in settori strategici negli Stati Uniti. Ha inciso anche il calo del controvalore in dollari delle attività denominate in euro, sterline e dollari australiani, dovuto all’indebolimento di queste valute rispetto al dollaro. Pertanto, l’intera diminuzione mensile non può essere considerata come l’importo effettivamente trasferito per gli investimenti negli Stati Uniti.

Contesto

Le riserve valutarie sono attività detenute in valuta estera, come valute e titoli. Secondo i criteri del Fondo monetario internazionale (국제통화기금, FMI), è importante che siano liquidità immediatamente utilizzabile in caso di crisi. Per questo, le attività vincolate per periodi prolungati sono escluse dalle statistiche sulle riserve valutarie.

La Società per gli investimenti strategici Corea-USA è un ente pubblico fondato nel giugno 2026 per realizzare e gestire investimenti in settori strategici negli Stati Uniti. Il 1° ottobre i governi di Corea del Sud e Stati Uniti hanno definito e annunciato il primo progetto ufficiale di investimento negli Stati Uniti; secondo quanto riportato, il primo trasferimento di fondi dovrebbe avvenire non prima della fine di ottobre. L’affidamento di attività alla società è tuttavia una questione che incide sul calcolo delle riserve valutarie, mentre il trasferimento dei fondi per il primo investimento previsto costituisce una fase distinta.

La Banca di Corea non ha reso note l’entità delle attività affidate, la durata degli investimenti né i rendimenti concordati. Ha inoltre dichiarato che non sono stati definiti né l’importo né il calendario di ulteriori affidamenti. Di conseguenza, sulla sola base della diminuzione delle riserve valutarie resa pubblica non è possibile calcolare l’entità degli investimenti effettivi negli Stati Uniti né i futuri flussi di fondi.

Anche le variazioni dei tassi di cambio a settembre hanno inciso sul controvalore. Nell’arco del mese, l’euro si è deprezzato del 2,1% rispetto al dollaro statunitense, la sterlina del 2,3% e il dollaro australiano del 2,4%, mentre lo yen giapponese si è apprezzato dell’1,8%. Nelle statistiche che esprimono in dollari le attività in valuta estera, l’importo complessivo può variare al mutare del valore delle singole valute rispetto al dollaro, anche quando la quantità di attività detenuta rimane invariata.

Che cosa significa questa notizia

Per interpretare il dato, è importante considerare non solo l’ammontare complessivo delle riserve valutarie, ma anche la natura delle cause della diminuzione. Le variazioni dei depositi in valuta estera presso gli istituti finanziari e del valore delle valute incidono sulla composizione delle attività o sul loro controvalore in dollari; le attività affidate a lungo termine possono essere escluse dalle riserve valutarie immediatamente utilizzabili secondo i criteri del FMI. Poiché questi fattori hanno agito insieme sulla variazione mensile, non è possibile stabilire, sulla sola base della diminuzione, in che misura sia cambiata la disponibilità immediata delle riserve.

Per esempio, chi legge la notizia del calo delle riserve valutarie non dovrebbe equiparare automaticamente quella cifra ai fondi trasferiti per gli investimenti negli Stati Uniti o alle spese effettivamente sostenute. Il primo trasferimento previsto è indicato non prima della fine di ottobre e l’entità specifica delle attività affidate non è stata resa nota. L’ammontare e i tempi dell’effettiva erogazione dei fondi vanno verificati separatamente.

Per tipologia di attività, i titoli rappresentavano la quota maggiore, con 386,03 miliardi di dollari (87,6%). I depositi ammontavano a 29,95 miliardi di dollari (6,8%), i diritti speciali di prelievo a 15,48 miliardi (3,5%), l’oro a 4,79 miliardi (1,1%) e la posizione di riserva presso il Fondo monetario internazionale a 4,3 miliardi di dollari (1,0%).

Rispetto alla fine del mese precedente, i titoli sono diminuiti di 1,05 miliardi di dollari, i depositi di 350 milioni, i diritti speciali di prelievo di 290 milioni e la posizione di riserva presso il Fondo monetario internazionale di 40 milioni. Le riserve auree sono rimaste invariate a 4,79 miliardi di dollari. La diminuzione complessiva è dunque il risultato delle variazioni di diverse categorie di attività, che non hanno registrato cali della stessa entità.

Nell’agosto 2026 la Banca di Corea aveva dichiarato che avrebbe ripreso ad acquistare oro comprando oro fisico prodotto da aziende nazionali per l’esportazione, ma fino alla data dell’articolo non erano stati effettuati ulteriori acquisti. È quindi un fatto verificato che le riserve auree siano rimaste invariate a fine settembre, ma non si può interpretare questo dato come il risultato dell’attuazione del piano di ripresa degli acquisti d’oro.

Fatti accertati e aspetti ancora da chiarire

Fatti accertati

  • A fine settembre le riserve valutarie ammontavano a 440,56 miliardi di dollari, in calo di 1,72 miliardi rispetto al mese precedente.
  • Tra le cause della diminuzione sono stati indicati il calo dei depositi in valuta estera presso gli istituti finanziari, l’affidamento di attività alla Società per gli investimenti strategici Corea-USA e la riduzione del controvalore in dollari delle attività denominate in altre valute.
  • I titoli rappresentavano il 87,6% del totale e le riserve auree erano pari a 4,79 miliardi di dollari, lo stesso importo della fine del mese precedente.
  • L’entità delle attività affidate, la durata degli investimenti e i rendimenti concordati non sono stati resi noti; non è stato definito neppure il calendario di ulteriori affidamenti.

Aspetti ancora da chiarire

  • Quali sono l’entità precisa, la durata degli investimenti e i rendimenti concordati per le attività affidate alla Società per gli investimenti strategici Corea-USA?
  • A quanto ammonta il primo investimento negli Stati Uniti e quando sarà effettivamente trasferito il denaro?
  • Quando saranno definiti l’importo e il calendario di ulteriori affidamenti?

Che cosa può verificare il lettore

  • Al prossimo annuncio sulle riserve valutarie, oltre al totale, si possono verificare le variazioni delle singole categorie di attività, come titoli e depositi, e l’effetto della conversione valutaria.
  • Per gli annunci sugli investimenti negli Stati Uniti, è utile distinguere la data prevista per il primo trasferimento dall’effettivo invio dei fondi e verificare se viene resa nota l’entità delle attività affidate.
  • L’indirizzo di riprendere gli acquisti d’oro e gli acquisti effettivi sono due fatti distinti; è quindi opportuno verificare eventuali ulteriori acquisti nelle comunicazioni successive.

Riferimenti