A fine settembre le riserve valutarie della Corea del Sud ammontavano a 440,56 miliardi di dollari, in calo di 1,72 miliardi di dollari rispetto al mese precedente. Si è così interrotta la crescita durata tre mesi consecutivi, da giugno ad agosto. Secondo quanto riportato, tra le ragioni del calo figurano la diminuzione dei depositi in valuta estera degli istituti finanziari, l’affidamento di attività alla Società per gli investimenti strategici Corea-USA (한미전략투자공사) e la diminuzione del controvalore in dollari delle attività detenute in altre valute.

Contesto

Le riserve valutarie sono attività in valuta estera detenute per far fronte, tra l’altro, ai pagamenti verso l’estero. Per interpretare il calo di questo mese occorre considerare non solo la variazione dell’importo complessivo, ma anche la forma in cui sono detenute le attività e l’effetto delle oscillazioni dei cambi sul loro valore espresso in dollari.

Secondo quanto riportato, la Banca di Corea (한국은행) ha indicato tra le cause del calo la diminuzione dei depositi in valuta estera degli istituti finanziari e l’affidamento di attività alla Società per gli investimenti strategici Corea-USA. Quest’ultima è un ente pubblico istituito nel giugno di quest’anno per realizzare e gestire investimenti nei settori strategici statunitensi. I governi dei due Paesi hanno annunciato il 1° ottobre che la costruzione della centrale a ciclo combinato a gas di Encinal, in Texas, sarebbe stata la prima iniziativa ufficiale di investimento negli Stati Uniti; secondo quanto riportato, subito dopo l’annuncio è stata trasferita la prima tranche d’investimento, pari a 2,4 miliardi di dollari.

Anche l’effetto della conversione delle attività in valuta estera è un fattore da considerare. Secondo quanto riportato, nel corso di settembre l’euro si è deprezzato del 2,1% rispetto al dollaro statunitense, la sterlina del 2,3% e il dollaro australiano del 2,4%, mentre lo yen giapponese si è apprezzato dell’1,8%. Poiché le attività detenute in valute diverse dal dollaro sono contabilizzate convertendole in dollari, le variazioni del valore di tali valute possono incidere sull’importo complessivo. Tuttavia, la notizia non ha indicato in che misura ciascun fattore abbia contribuito al calo.

Che cosa significa questa notizia

Le riserve valutarie sono uno degli indicatori utilizzati per valutare la capacità di un Paese di far fronte ai pagamenti verso l’estero. L’interruzione della tendenza al rialzo è quindi un cambiamento da osservare nell’analisi dell’andamento del mercato dei cambi. Tuttavia, la notizia non fornisce elementi per concludere che il calo registrato in un solo mese abbia indebolito la capacità di effettuare pagamenti verso l’estero o che sia sorto un problema sul mercato valutario. Tra le cause sono stati infatti menzionati sia l’affidamento di attività e la variazione dei depositi, sia l’effetto della conversione valutaria.

Un aspetto particolarmente importante del dato è che l’«importo complessivo» delle riserve valutarie non coincide con la liquidità effettivamente disponibile nell’immediato, cioè con la possibilità di convertire rapidamente le attività in contanti o utilizzarle per effettuare pagamenti quando necessario. La notizia spiega che, secondo i criteri del Fondo Monetario Internazionale (FMI), la condizione fondamentale è che le attività possano essere utilizzate immediatamente in caso di crisi e che quelle vincolate per periodi prolungati siano escluse dalle statistiche sulle riserve valutarie. Pertanto, il semplice fatto che le attività siano state affidate a un ente d’investimento non significa che siano scomparse; occorre però verificare separatamente se continuino a essere incluse nelle statistiche sulle riserve valutarie.

Per esempio, un lettore che apprenda che l’importo complessivo delle riserve valutarie è diminuito può considerare non solo l’entità del calo, ma anche il suo significato per la capacità effettiva di effettuare pagamenti in valuta estera e le variazioni nella composizione delle attività. Sulla base di questa notizia non è possibile conoscere l’esatto contributo di ciascuna causa né le condizioni specifiche delle attività affidate, quindi non è possibile trarre conclusioni più ampie.

Informazioni su istituzioni e misure correlate

Il criterio fondamentale del FMI descritto in questa notizia è la liquidità immediatamente disponibile in caso di crisi. Secondo quanto riportato, gli affidamenti in cui le attività restano vincolate a lungo, come quelli alla Società per gli investimenti strategici Corea-USA, sono esclusi dalle statistiche sulle riserve valutarie. La notizia lo ha spiegato facendo un paragone con l’affidamento di una parte delle riserve valutarie alla Società coreana per gli investimenti (한국투자공사, KIC).

La Banca di Corea non ha tuttavia reso noti l’ammontare delle attività affidate alla Società per gli investimenti strategici Corea-USA, la durata degli investimenti o il rendimento concordato. Secondo quanto riportato, non sono stati definiti neppure gli importi e il calendario di eventuali ulteriori affidamenti. Per comprendere il calo di questo mese, occorre dunque tenere presente che, pur essendoci stato un affidamento, le condizioni non rese pubbliche non consentono di collegare pienamente la variazione dell’importo complessivo ai dettagli della gestione delle attività.

Quanto alla composizione delle attività, i titoli ammontavano a 386,03 miliardi di dollari (87,6%), i depositi a 29,95 miliardi di dollari (6,8%), i diritti speciali di prelievo (DSP, attività di riserva allocate dal Fondo Monetario Internazionale ai Paesi membri) a 15,48 miliardi di dollari (3,5%), l’oro a 4,79 miliardi di dollari (1,1%) e la posizione di riserva presso il Fondo Monetario Internazionale (un credito nei confronti del Fondo) a 4,3 miliardi di dollari (1,0%). Rispetto al mese precedente, i titoli sono diminuiti di 1,05 miliardi di dollari, i depositi di 350 milioni, i diritti speciali di prelievo di 290 milioni e la posizione di riserva presso il Fondo Monetario Internazionale di 40 milioni. L’oro è rimasto a 4,79 miliardi di dollari, poiché è contabilizzato al prezzo d’acquisto.

La notizia riferisce che in agosto la Banca di Corea aveva annunciato l’intenzione di riprendere gli acquisti di oro comprando oro fisico destinato all’esportazione da produttori nazionali, ma che da allora non erano stati effettuati ulteriori acquisti. Ciò mostra che è necessario distinguere il metodo di valutazione delle riserve auree dagli acquisti effettivi.

Fatti accertati e aspetti ancora da chiarire

Fatti accertati

  • A fine settembre le riserve valutarie ammontavano a 440,56 miliardi di dollari, in calo di 1,72 miliardi rispetto al mese precedente.
  • Dopo tre mesi consecutivi di crescita, da giugno ad agosto, a settembre sono diminuite.
  • Tra le ragioni indicate figurano la diminuzione dei depositi in valuta estera degli istituti finanziari, l’affidamento di attività alla Società per gli investimenti strategici Corea-USA e la diminuzione del controvalore in dollari delle attività in altre valute.
  • I titoli ammontavano a 386,03 miliardi di dollari, pari all’87,6% delle riserve valutarie.

Aspetti ancora da chiarire

  • La notizia non ha indicato quanto abbiano inciso singolarmente sul calo l’affidamento di attività, la diminuzione dei depositi in valuta estera e le variazioni del controvalore.
  • Non sono stati resi noti l’ammontare delle attività affidate alla Società per gli investimenti strategici Corea-USA, la durata degli investimenti o il rendimento concordato.
  • Secondo quanto riportato, non sono stati definiti gli importi e il calendario di ulteriori affidamenti; sulla base di queste informazioni non è possibile sapere se siano stati effettivamente realizzati in seguito.

Che cosa dovrebbe verificare il lettore

  • Nei prossimi dati sulle riserve valutarie, è utile osservare non solo l’importo complessivo, ma anche le variazioni per categoria di attività e i motivi del calo, per capire se la variazione mensile si inserisca in una tendenza più ampia.
  • Nelle notizie sugli investimenti strategici negli Stati Uniti occorre verificare separatamente se siano stati resi noti nuovi dettagli sull’ammontare, la durata e le condizioni di rendimento delle attività affidate, e se sia stato definito il calendario di ulteriori affidamenti.
  • Quando si legge che le riserve valutarie sono diminuite, è importante distinguere l’effetto della conversione in dollari dalle variazioni effettive degli affidamenti di attività e dei depositi, senza attribuire arbitrariamente un peso alle singole cause non quantificate dalla notizia.

Riferimenti