Jo Hee-jae, 30 anni, da maggio dedica il proprio tempo libero a pulire parchi giochi di complessi residenziali e strutture pubbliche a Seoul e nel nord della provincia di Gyeonggi. Sostiene personalmente le spese. Pubblica su Instagram, sull’account «Istituto per la pulizia degli spazi pubblici» (공공정화연구소), video che mostrano il prima e il dopo degli interventi; al momento il suo obiettivo è pulire 100 strutture pubbliche.
Contesto
Dopo aver visto parchi giochi e strutture pubbliche sporchi, Jo ha pensato che sarebbe stato bello se qualcuno li avesse puliti e ha deciso di intervenire in prima persona. Gestisce una piccola attività immobiliare con il fratello maggiore. Inizialmente ha pulito i corrimano lungo i sentieri escursionistici, poi ha ampliato gli interventi a giostre a bilico, scivoli, cartelli, idranti e biciclette pubbliche. Anche il pensiero di dove avrebbe giocato il nipotino di un anno ha contribuito al suo desiderio di tenere puliti i parchi giochi.
Anche il modo in cui individua i luoghi da pulire è preciso. Su Naver Map controlla le immagini di Street View dei complessi residenziali e salva quelli che potrebbero essere adatti; poi visita di persona i posti per scegliere quelli che hanno bisogno di essere puliti. Successivamente chiede l’autorizzazione all’ufficio amministrativo del complesso e fissa una data. Se l’ufficio rifiuta, si sposta in un altro luogo.
Jo esce a pulire una o due volte alla settimana e può visitare due o tre parchi giochi in una sola volta. Pulisce circa 10 luoghi al mese; impiega 30-40 minuti per pulire ciascun attrezzo. Secondo quanto ha dichiarato, le sue spese mensili ammontano a circa 300.000 won per il carburante e circa 100.000 won per detergenti e altri materiali di consumo. Poiché gli spazi sono utilizzati dai bambini, evita la candeggina e i prodotti chimici aggressivi e usa detergenti ecologici.
Che cosa significa questa notizia
In questo caso colpisce non solo la pulizia in sé, ma anche il percorso con cui una persona si accorge delle condizioni degli spazi pubblici, chiede il permesso e passa all’azione. Il caso non va quindi interpretato come se venisse meno la responsabilità degli enti pubblici o dei soggetti incaricati della gestione, ma come un’iniziativa individuale che porta a interessarsi agli spazi condivisi, spesso trascurati nella vita quotidiana.
Un video può anche spingere altre persone ad agire. Jo ha detto che almeno tre persone gli hanno riferito di aver pulito un parco giochi dopo aver visto i suoi video. Si tratta però di episodi che gli sono stati raccontati, non di un conteggio che indichi il numero complessivo dei partecipanti o la portata dell’attività. Jo ha dichiarato che in futuro vorrebbe invitare i suoi follower su Instagram a unirsi a lui per pulire nei loro quartieri.
Per esempio, chi volesse provare a pulire il parco giochi visto in un video può, seguendo il metodo di Jo, contattare prima l’ufficio amministrativo del complesso residenziale per chiedere il permesso e concordare una data. A seconda del luogo, l’ufficio potrebbe decidere di occuparsi direttamente della pulizia o negare l’autorizzazione; non si dovrebbe quindi presumere di avere il permesso e iniziare subito i lavori. Il caso di Jo mostra anche che, quando si puliscono spazi frequentati da bambini, la scelta dei detergenti deve tenere conto di chi li utilizza.
Fatti accertati e aspetti ancora da chiarire
Fatti accertati
- Da maggio Jo pulisce parchi giochi e strutture pubbliche a Seoul e nel nord della provincia di Gyeonggi, sostenendo personalmente le spese.
- Sceglie i luoghi consultando le immagini di Street View e verificandoli sul posto, e chiede l’autorizzazione all’ufficio amministrativo del complesso residenziale.
- Ha dichiarato di pulire circa 10 luoghi al mese e di impiegare 30-40 minuti per ciascun attrezzo.
- Almeno tre persone gli hanno fatto sapere di aver pulito un parco giochi dopo aver visto i suoi video.
- Il suo obiettivo attuale è pulire 100 strutture pubbliche; ha detto di non avere ancora piani specifici per il seguito.
Aspetti ancora da chiarire
- Le informazioni rese note non permettono di stabilire quante strutture pubbliche Jo abbia pulito complessivamente finora.
- Non si sa quanti degli uffici amministrativi a cui ha chiesto il permesso abbiano effettivamente acconsentito.
- Non è noto nemmeno il numero complessivo delle persone che hanno partecipato finora alle sue attività di pulizia.
Che cosa può verificare il lettore
- Chi intende organizzare un intervento simile può chiedere all’ufficio amministrativo del complesso residenziale se è necessaria un’autorizzazione e in quali date sia possibile intervenire.
- Nei luoghi frequentati da bambini, come i parchi giochi, è importante scegliere i detergenti e definire l’ambito della pulizia tenendo conto degli utenti e delle caratteristiche dello spazio.
- I video di Jo mostrano un’attività di pulizia individuale; perciò, non è possibile valutare le condizioni di gestione di tutte le strutture pubbliche basandosi soltanto sui luoghi o sugli episodi mostrati.




















