Un bilancio molto lontano dalle attese
La Corea del Sud sperava di rilanciare la propria lotta ai Giochi asiatici di Aichi-Nagoya 2026. Il torneo, però, si è chiuso con una sola medaglia di bronzo, un risultato nettamente inferiore all’obiettivo iniziale di un oro, un argento e sei bronzi.
L’ultima occasione per salire sul podio è sfumata il 3 ottobre, giornata conclusiva delle gare. Park Seo-young è stata battuta per 7-0 dalla mongola Otgontuya Bayanmunkh nella finale per il bronzo dei 53 kg di lotta libera femminile.
La medaglia di Kim Min-seok è rimasta l’unico risultato sul podio della squadra sudcoreana in tutto il torneo.
Kim Min-seok salva il medagliere
L’unico bronzo è arrivato il 30 settembre, quando Kim Min-seok ha conquistato il terzo posto nei 130 kg di lotta greco-romana. Il risultato ha una continuità particolare: Kim era già salito sul terzo gradino del podio alle edizioni di Giacarta-Palembang del 2018 e di Hangzhou, disputata nel 2023.
La lotta greco-romana e la lotta libera sono due stili distinti. Nella greco-romana gli atleti possono attaccare e difendere usando braccia e busto, ma non possono afferrare l’avversario sotto la vita; nella libera sono consentiti anche gli attacchi alle gambe. In una categoria pesante come quella dei 130 kg, forza, equilibrio e capacità di controllare l’avversario possono fare una grande differenza.
Il podio di Kim ha evitato un bilancio senza medaglie, ma non è bastato a compensare le numerose eliminazioni. Per una squadra che puntava a otto piazzamenti, il divario tra le aspettative e il risultato finale è stato ampio.
La sconfitta più amara: Jeong Han-jae fuori nei quarti
Tra le delusioni più pesanti c’è quella di Jeong Han-jae, considerato uno dei candidati sudcoreani più forti alla medaglia. L’atleta, argento ai Campionati del mondo dell’anno precedente nella categoria dei 63 kg, ha gareggiato ai Giochi nei 67 kg greco-romani, una categoria prevista anche nel programma olimpico.
Nei quarti di finale Jeong ha perso 4-5 contro il kazako Meirzhan Shermakhanbet. La sconfitta è maturata dopo una rimonta dell’avversario: un margine di un solo punto ha chiuso la strada verso le semifinali e ha impedito a Jeong di lottare per una medaglia.
Il passaggio a una categoria di peso diversa comporta adattamenti tecnici e fisici. Anche quando un atleta ha già ottenuto risultati importanti, affrontare avversari più pesanti o con caratteristiche differenti può cambiare il ritmo degli incontri e il modo in cui si gestiscono le fasi decisive.
Quattro occasioni mancate nelle finali per il bronzo
La finale per il terzo posto non ha sorriso a diversi atleti sudcoreani. Oltre a Park Seo-young, sono stati sconfitti anche Park Hyun-young, nei 68 kg di lotta libera femminile, Kim Da-hyun, nei 60 kg greco-romani, e Lee Gyeong-yeon, negli 86 kg di lotta libera maschile.
Arrivare a una finale per il bronzo significa essere ancora in corsa per il podio dopo le prime fasi, ma non garantisce una medaglia: l’incontro conclusivo può dipendere da pochi punti e da decisioni prese in pochi secondi. In questo caso, quattro opportunità non si sono trasformate in piazzamenti, aggravando il risultato complessivo della squadra.
- Bronzo: Kim Min-seok, greco-romana, 130 kg.
- Sconfitta in finale per il bronzo: Park Seo-young, libera femminile, 53 kg.
- Altri sudcoreani battuti nella finale per il terzo posto: Park Hyun-young, Kim Da-hyun e Lee Gyeong-yeon.
- Eliminazione nei quarti: Jeong Han-jae, greco-romana, 67 kg.
Un periodo difficile dopo Hangzhou
La prestazione di Aichi-Nagoya segue il risultato già deludente dei Giochi asiatici di Hangzhou, dove la Corea del Sud aveva ottenuto due bronzi. L’ultimo oro sudcoreano nella lotta ai Giochi risaliva invece all’edizione 2018 di Giacarta-Palembang, conquistato da Cho Hyo-chul e Ryu Han-su.
Il confronto tra le edizioni evidenzia una difficoltà che dura da più tornei: la squadra riesce ancora a raggiungere incontri importanti e a contendersi il podio, ma fatica a trasformare quelle occasioni in medaglie, soprattutto nei momenti decisivi. Il solo bronzo del 2026 rappresenta quindi un passo indietro rispetto ai due ottenuti a Hangzhou.
Cosa potrà indicare il prossimo ciclo
Il risultato non permette, da solo, di individuare le cause delle difficoltà né di prevedere come cambierà il livello della squadra. Offre però alcuni elementi utili per valutare il percorso futuro: la continuità di Kim Min-seok dimostra che la Corea del Sud conserva atleti capaci di salire sul podio, mentre le sconfitte di misura e quelle nelle finali per il bronzo mostrano quanto sia urgente migliorare la gestione degli incontri equilibrati.
Per tornare a competere per l’oro, sarà importante trasformare l’esperienza maturata in questi incontri in preparazione per le prossime competizioni. Il dato più chiaro, per ora, è la distanza tra l’ambizione di conquistare otto medaglie e il risultato effettivo: un solo bronzo, dopo un torneo nel quale molte speranze si sono fermate a un passo dal podio.



















