Secondo un’analisi delle rilevazioni della Banca di Corea (한국은행) sulla raccolta di capitali delle imprese, da settembre 2025 ad agosto 2026, dopo che la Commissione per i servizi finanziari (금융위원회) aveva annunciato la «grande trasformazione verso una finanza produttiva» (생산적 금융 대전환), le imprese nazionali hanno raccolto circa 68.600 miliardi di won tramite emissioni di azioni e obbligazioni societarie e prestiti bancari. Il dato supera i 59.300 miliardi raccolti nell’intero 2025, ma è inferiore di circa il 16% rispetto alla media di 81.800 miliardi dei dieci anni precedenti. Il rialzo del mercato azionario e l’effettiva disponibilità di capitali da parte delle imprese per finanziare la crescita sono stati due fenomeni distinti.
Contesto
Il significato della raccolta di capitali da parte delle imprese varia a seconda del canale utilizzato. Con un’emissione azionaria, un’impresa colloca nuove azioni e raccoglie fondi; con un’obbligazione societaria, prende denaro in prestito dagli investitori. La raccolta diretta sul mercato e i prestiti bancari possono comportare scadenze e obblighi di rimborso diversi, perciò il totale dei capitali raccolti, da solo, non basta a valutare le condizioni per gli investimenti delle imprese.
Nel corso dell’ultimo anno, la raccolta tramite emissioni azionarie è stata pari a 7.600 miliardi di won, circa la metà della media decennale di 14.000 miliardi. Le emissioni nette di obbligazioni societarie sono state pari a -15.000 miliardi di won. Le emissioni nette si calcolano sottraendo i rimborsi alle nuove emissioni di obbligazioni societarie: un dato negativo significa quindi che, nel periodo considerato, le imprese hanno rimborsato più di quanto abbiano raccolto con nuove emissioni. La media decennale di riferimento era positiva, pari a 3.700 miliardi.
Al contrario, la raccolta tramite prestiti bancari è stata di 76.000 miliardi di won, superando la media decennale di 64.100 miliardi. Tuttavia, l’aumento dei prestiti non basta a concludere che siano cresciuti i fondi destinati a nuove fabbriche o allo sviluppo tecnologico. I prestiti bancari possono essere utilizzati anche per rimborsare obbligazioni societarie o coprire le spese correnti.
La destinazione dei prestiti nel primo semestre del 2026 evidenzia questa differenza. Dei 61.487,1 miliardi di won erogati dagli istituti di deposito, 45.155,6 miliardi, pari al 73,4%, sono stati destinati al capitale circolante. La quota era superiore al 58,1% registrato nel primo semestre del 2025. I prestiti per investimenti in beni strumentali, destinati per esempio alla costruzione di stabilimenti e all’acquisto di macchinari, sono invece ammontati a 16.331,5 miliardi, meno della media di 29.946,6 miliardi registrata nei primi semestri del periodo 2016-2025. Nel primo semestre, i finanziamenti per beni strumentali hanno rappresentato il 26,6% del totale dei prestiti.
Che cosa significa questa notizia
Il punto centrale è che l’aumento delle quotazioni non equivale a una maggiore facilità di accesso ai capitali per le imprese, soprattutto per quelle che intendono far crescere nuove attività. Il mercato azionario si divide in mercato secondario, dove le azioni già esistenti vengono scambiate tra investitori, e mercato primario, dove le imprese emettono nuove azioni per raccogliere capitali. Nel primo semestre del 2026, il KOSPI ha superato per un momento quota 9.000, sull’onda della febbre degli investimenti nei cosiddetti «Samjeon-Nix» (삼전닉스), cioè Samsung Electronics e SK Hynix. Eppure, nell’ultimo anno, le emissioni azionarie sono rimaste a circa la metà della media decennale. Emerge così il divario: un’intensa attività di scambio delle azioni esistenti non comporta automaticamente un aumento dei capitali raccolti dalle nuove imprese.
In un rapporto di luglio, il ricercatore Tae Yun-seon di KB Securities ha spiegato che i capitali si sono concentrati su alcune grandi aziende, tra cui quelle del settore dei semiconduttori, lasciando relativamente ai margini il mercato delle offerte pubbliche iniziali. Questa osservazione può suggerire che la crescita complessiva del mercato azionario non garantisca a tutte le imprese pari opportunità di raccolta. Tuttavia, i dati disponibili non indicano quali settori o imprese abbiano registrato i cali più marcati delle emissioni.
Anche l’aumento dei prestiti bancari va valutato considerando il loro utilizzo. Un rappresentante della Banca di Corea citato nell’articolo ha spiegato che molte imprese hanno preso in prestito capitale circolante dalle banche per rimborsare obbligazioni societarie, a causa dell’aumento dei tassi d’interesse sul mercato obbligazionario. Se questa spiegazione è corretta, una parte dell’aumento dei prestiti è servita a rimborsare debiti esistenti, anziché avviare nuovi investimenti. Non è però indicato quanto sia stato effettivamente utilizzato per rimborsare obbligazioni societarie, quindi tale importo non va equiparato all’intero aumento dei prestiti bancari.
Per valutare i finanziamenti delle imprese non basta guardare se il totale è cresciuto: occorre considerare anche attraverso quali canali sono stati raccolti — azioni, obbligazioni societarie o prestiti — e se i prestiti sono stati destinati al capitale circolante o agli investimenti in beni strumentali.
Per esempio, se un’impresa in crescita cerca capitali per acquistare nuovi impianti, l’aumento delle quotazioni può essere un indicatore meno diretto dell’effettiva crescita delle emissioni azionarie o dei prestiti a lungo termine per investimenti in beni strumentali. Si tratta di un esempio ipotetico: questi dati non consentono di verificare a quali condizioni le singole imprese abbiano effettivamente raccolto capitali.
Nel marzo 2026 la Commissione per i servizi finanziari ha ufficializzato l’orientamento normativo volto a vietare in linea di principio le quotazioni multiple. Da agosto è in vigore una norma che impone di verificare il consenso degli azionisti della società madre quando si procede a una nuova quotazione di una sua controllata. L’articolo riferisce le critiche secondo cui le norme mirate a tutelare il mercato secondario avrebbero contribuito anche a indebolire il mercato primario. Si tratta di un’interpretazione degli effetti della politica, non di una prova che questa normativa sia l’unica causa del calo delle emissioni azionarie.
Secondo quanto riportato, anche il Fondo nazionale per la crescita (국민성장펀드) ha appena iniziato a erogare i propri capitali e non è quindi stato adeguatamente incluso in queste rilevazioni. È pertanto prematuro giudicarne i risultati sulla base di questi dati: occorrerà verificare separatamente come cambieranno la raccolta delle imprese e la destinazione dei fondi quando le erogazioni entreranno a pieno regime.
Fatti accertati e aspetti ancora da chiarire
Fatti accertati
- Da settembre 2025 ad agosto 2026, le imprese hanno raccolto circa 68.600 miliardi di won, circa il 16% in meno rispetto alla media dei dieci anni precedenti.
- Nello stesso periodo, la raccolta tramite emissioni azionarie è stata di 7.600 miliardi di won e le emissioni nette di obbligazioni societarie sono state pari a -15.000 miliardi.
- La raccolta tramite prestiti bancari è stata di 76.000 miliardi di won, più della media decennale di 64.100 miliardi.
- Nel primo semestre del 2026, il capitale circolante ha rappresentato il 73,4% dei prestiti e i finanziamenti per investimenti in beni strumentali sono stati inferiori alla media dei primi semestri dei dieci anni precedenti.
Aspetti ancora da chiarire
- I dati non specificano di quanto sia diminuita la raccolta tramite emissioni azionarie, né per singola impresa né per settore.
- Non è ancora possibile sapere come cambierà la raccolta delle imprese quando le erogazioni del Fondo nazionale per la crescita entreranno a pieno regime.
- I dati pubblicati non indicano quanto dei prestiti bancari sia stato utilizzato per rimborsare obbligazioni societarie esistenti.
Che cosa può verificare il lettore
- Per seguire l’andamento dei finanziamenti alle imprese, è utile considerare separatamente il totale, le emissioni azionarie, le emissioni nette di obbligazioni societarie e i prestiti bancari. I dati relativi ai diversi canali possono indicare tendenze opposte.
- Non bisogna interpretare automaticamente l’aumento dei prestiti come un’espansione degli investimenti in beni strumentali: è utile verificare anche la quota e l’importo destinati al capitale circolante e agli investimenti.
- Quando saranno disponibili nuove rilevazioni successive all’avvio delle erogazioni del Fondo nazionale per la crescita, sarà possibile confrontarle con questi dati per verificare eventuali cambiamenti. Occorrerà però distinguere gli importi erogati dalle effettive variazioni degli investimenti e della raccolta delle imprese.



















