I consumatori di Starbucks hanno fatto causa all’azienda, sostenendo che la dicitura «senza zucchero» applicata a otto bevande proteiche costituisca pubblicità ingannevole. Affermano che le bevande contengano lattosio, lo zucchero naturalmente presente nel latte, e venerdì hanno depositato un atto di citazione proponendo una class action. Starbucks ha dichiarato che le accuse dei consumatori sono infondate e ha replicato di aver fornito informazioni coerenti e chiare sulle bevande proteiche, sulle opzioni senza zucchero, sulle possibilità di personalizzazione e sui valori nutrizionali attraverso annunci sui prodotti, menu e materiali di marketing.
Contesto
Secondo l’atto di citazione, i consumatori sostengono che un consumatore medio non si aspetterebbe di trovare da 13 a 21 grammi di zuccheri in una bevanda Venti da 20 o 24 once. L’atto afferma inoltre che la legge federale vieta di indicare come «senza zucchero» le bevande che contengono più di 0,5 grammi di zuccheri per 12 once. Si tratta di un’affermazione contenuta nell’atto di citazione; non è ancora stato possibile verificare come questo standard verrà applicato al caso.
È stato inoltre riferito che, lunedì, il menu del sito statunitense di Starbucks indicava 16 grammi di zuccheri per la «Sugar-Free Caramel Protein Matcha» da 16 once e 21 grammi per quella da 20 once. Questi dati si riferiscono agli esempi riportati nel menu e non elencano i nomi né il contenuto di zuccheri di ciascuna delle otto bevande citate nell’atto.
I consumatori accusano Starbucks di aver cercato di trarre vantaggio dal fatto che il 75% degli statunitensi intende ridurre o eliminare gli zuccheri dalla propria dieta. Sostengono inoltre che l’azienda non abbia fornito le informazioni obbligatorie previste dalle norme federali, secondo le quali le bevande proteiche non sono alimenti a basso contenuto calorico e non sono destinate al controllo del peso. Anche queste sono contestazioni dei consumatori riportate nell’atto di citazione.
Che cosa significa questa notizia
La causa mostra che l’espressione «senza zucchero» e il contenuto di zuccheri di un prodotto possono influenzare le scelte dei consumatori. Se un consumatore sceglie un prodotto perché attribuisce importanza a una determinata informazione nutrizionale, può valutare non solo la dicitura sull’etichetta, ma anche il contenuto dei valori nutrizionali e delle informazioni correlate riportati nel menu. Tuttavia, le notizie disponibili non permettono di verificare per quali ragioni i consumatori abbiano effettivamente acquistato i prodotti né quale effetto abbia avuto la dicitura sugli acquisti di ciascun querelante.
Per esempio, un consumatore che cerca di ridurre gli zuccheri potrebbe scegliere una bevanda dopo aver visto la dicitura «senza zucchero» e poi controllare le informazioni nutrizionali nel menu: in tal caso, potrebbe valutare come vengono presentate insieme la dicitura e le quantità indicate. È un’ipotesi volta a illustrare le scelte dei consumatori e non significa che i querelanti che hanno acquistato le bevande abbiano effettivamente ragionato in questo modo.
Il fatto che sia stata intentata una causa non dimostra di per sé che la pubblicità sia legalmente ingannevole, né comporta che ai consumatori sia stato riconosciuto un risarcimento. Il significato dell’indicazione «senza zucchero», l’impressione che la dicitura e le informazioni nutrizionali presentate insieme possano suscitare nei consumatori e la fondatezza delle contestazioni relative alle informazioni obbligatorie sono questioni ancora da accertare.
Norme e informazioni di supporto pertinenti
La Guida legale interna (사내 법률 가이드, L1) spiega le questioni relative ai danni subiti dai consumatori in Corea e al risarcimento per pubblicità falsa o esagerata. Non stabilisce quindi i criteri direttamente applicabili alla causa intentata negli Stati Uniti, ma può servire da riferimento per capire quali aspetti si possono valutare nelle controversie pubblicitarie.
Secondo la guida, in Corea si valuta in modo obiettivo se una pubblicità sia falsa o esagerata sulla base dell’impressione complessiva e definitiva che ne ricaverebbe un consumatore dotato di normale capacità di attenzione. Occorre inoltre considerare se la pubblicità sia difforme dalla realtà o eccessivamente enfatizzata e se possa indurre in errore i consumatori. Applicando questo ragionamento al caso, si può osservare che non sarebbe sufficiente esaminare isolatamente la dicitura «senza zucchero»: occorrerebbe considerare anche le indicazioni sul contenuto di zuccheri della bevanda e le informazioni presentate nei menu e nei materiali di marketing. Ciò non significa, tuttavia, che si possa prevedere la decisione legale nella causa statunitense.
La guida spiega che, per chiedere un risarcimento, occorre dimostrare i fatti necessari in relazione alle questioni pertinenti, tra cui non solo il problema della pubblicità, ma anche l’effettivo danno e il nesso causale tra quest’ultimo e la pubblicità. È importante tenere presente che il solo fatto di aver concluso una transazione dopo aver visto una pubblicità non dà automaticamente diritto a un risarcimento. La guida non indica termini specifici per presentare una richiesta né termini di prescrizione; pertanto, sulla base di questo solo materiale non è possibile stabilire entro quando si possa agire.
Fatti accertati e aspetti ancora da chiarire
Fatti accertati
- I consumatori hanno depositato un atto di citazione proponendo una class action e contestando la dicitura «senza zucchero» su otto bevande proteiche di Starbucks.
- I consumatori sostengono che le bevande contengano lattosio, lo zucchero naturalmente presente nel latte.
- L’atto di citazione contiene contestazioni relative al contenuto di zuccheri delle bevande Venti, agli standard federali di etichettatura e all’omissione di informazioni obbligatorie sul basso contenuto calorico e sul controllo del peso.
- Starbucks ha definito infondate le accuse e ha dichiarato di aver fornito con chiarezza le informazioni pertinenti e i valori nutrizionali attraverso i prodotti, i menu e i materiali di marketing.
Aspetti ancora da chiarire
- Non sono stati verificati i rimedi specifici richiesti nella causa né le successive decisioni del tribunale.
- Non sono stati indicati i nomi completi delle otto bevande proteiche menzionate nell’atto né il contenuto di zuccheri di ciascuna.
- Non è ancora possibile sapere se il tribunale accoglierà le contestazioni dei consumatori relative alla dicitura «senza zucchero» e alle informazioni obbligatorie.
Che cosa possono verificare i lettori
- Nel confrontare le informazioni nutrizionali, si possono controllare sia diciture come «senza zucchero» sia il contenuto di zuccheri, le porzioni e le informazioni correlate riportate nel menu.
- Chi sostiene di aver subito un danno in una controversia pubblicitaria analoga dovrebbe esaminare separatamente quali documenti dimostrino il contenuto della pubblicità, l’acquisto e il danno effettivo. Chi valuta un’azione legale in Corea può consultare i criteri della L1, ma dovrà verificare separatamente le leggi applicabili e i requisiti probatori specifici del caso.
- La L1 non indica termini specifici per presentare una richiesta; se la scadenza può essere rilevante, non è sufficiente basarsi su questo materiale: occorre verificare la procedura e i termini applicabili.
Riferimenti
- Guida alla richiesta di risarcimento dei danni per danni ai consumatori
- Altri articoli consultati: koreatimes.co.kr




















