Un gol decide la finale
La Corea del Sud ha conquistato la medaglia d’oro nel calcio maschile ai Giochi asiatici 2026 di Aichi-Nagoya, battendo il Giappone per 1-0 nella finale disputata allo stadio Toyota, nella prefettura giapponese di Aichi. A spezzare l’equilibrio è stato Eom Ji-sung, autore della rete decisiva al 16° minuto del secondo tempo con un tiro di sinistro.
La vittoria consegna alla selezione sudcoreana il quarto titolo consecutivo nella competizione. La serie era cominciata con il successo ai Giochi di Incheon del 2014 e prosegue ora con il trionfo del 2026: un risultato che conferma la continuità della nazionale nelle ultime edizioni.
La Corea del Sud ha superato il Giappone per 1-0: il gol di Eom Ji-sung nella ripresa ha deciso la finale e assegnato l’oro.
La giocata che ha sbloccato la partita
Per oltre un’ora le due squadre si sono affrontate senza riuscire a trovare la rete. Il Giappone ha alzato il ritmo all’inizio della ripresa e ha cercato di sfruttare la velocità dei suoi attaccanti sulle fasce, ma la Corea del Sud ha resistito e ha colpito al momento giusto.
L’azione decisiva è nata da un’iniziativa di Yang Min-hyeok, che ha sfondato sulla fascia e ha rimesso il pallone verso il centro dell’area. Il portiere giapponese è riuscito a respingerlo, ma la palla è rimasta vicino alla porta; Eom Ji-sung ha superato un difensore e, mentre cadeva, ha calciato di sinistro verso l’angolo basso, trovando la rete.
Il gol ha trasformato una partita molto equilibrata in una prova di resistenza per la squadra sudcoreana. Dopo il vantaggio, il Giappone ha intensificato gli attacchi, ma i giocatori di Lee Min-sung sono rimasti compatti e hanno continuato a pressare gli avversari fino al fischio finale.
Due squadre giovani, strategie diverse
La nazionale sudcoreana aveva un’età media di 22,3 anni, superiore a quella del Giappone, pari a 20 anni. La selezione giapponese era stata costruita guardando anche alle Olimpiadi di Los Angeles del 2028, mentre la Corea del Sud schierava una formazione leggermente più esperta.
In una partita a eliminazione diretta, però, la differenza d’età non garantisce il risultato. Un’occasione mancata, un rimpallo o una parata possono cambiare l’esito: proprio come è successo nell’azione del gol, quando il pallone respinto dal portiere è diventato un’opportunità per Eom.
La cronaca: occasioni da entrambe le parti
La fase iniziale di studio è durata poco. Al 5° minuto Eom ha intercettato un passaggio durante la costruzione del gioco giapponese, è avanzato rapidamente e ha provato a concludere da posizione centrale: il suo tiro di destro è finito sopra la traversa, ma ha subito mostrato la capacità della Corea del Sud di trasformare un errore avversario in un attacco pericoloso.
Il Giappone ha risposto al 9° minuto con un colpo di testa del capitano Ichihara su calcio d’angolo, terminato di poco alto. La sfida è rimasta aperta anche nei minuti successivi: al 16° Bae Jun-ho ha calciato con forza dal limite dell’area, mentre al 37° l’attaccante Fukunaga ha cercato di sorprendere la difesa sudcoreana con una conclusione improvvisa dalla fascia.
All’inizio del secondo tempo il Giappone ha preso l’iniziativa. Fukunaga ha provato un tiro dalla distanza al 3° minuto, senza inquadrare la porta; al 9° è stata la volta di Yokohama, il cui tentativo è uscito di poco. In un’altra occasione su calcio d’angolo, il portiere sudcoreano Kim Jun-hong è scivolato, creando un momento di forte tensione davanti alla propria porta.
Il significato della pressione offensiva
La Corea del Sud ha cercato a tratti di difendersi con lanci lunghi, una scelta prudente che ha permesso al Giappone di allargare il gioco e attaccare con più continuità. Nel calcio, «allargare il gioco» significa spostare il pallone verso le fasce, così da costringere la difesa a coprire più spazio e creare varchi al centro.
Nonostante il momento favorevole agli avversari, la squadra sudcoreana non ha perso la concentrazione. La risposta è arrivata con la rete di Eom e, in seguito, con una difesa collettiva che ha limitato le occasioni giapponesi nei minuti conclusivi.
Un successo importante anche per Lee Min-sung
Il risultato ha dato una spinta significativa al commissario tecnico Lee Min-sung, nominato alla guida della nazionale a metà del 2025. Nei mesi precedenti, alcune sconfitte — tra cui quelle contro Cina e Vietnam — avevano alimentato dubbi sulle sue scelte e sulla capacità della squadra di affrontare le partite decisive.
La vittoria in finale non cancella automaticamente le difficoltà precedenti, ma offre una risposta concreta alle critiche. La Corea del Sud ha mostrato di saper gestire una gara tesa, superare una fase complicata e difendere il vantaggio contro un avversario che giocava in casa.
Il successo ha inoltre il valore di una rivincita sportiva: la squadra sudcoreana aveva perso contro il Giappone nella semifinale della Coppa d’Asia Under 23. Battere lo stesso rivale nella finale dei Giochi asiatici permette quindi di chiudere il torneo con un risultato di grande peso per i giocatori e per lo staff.
Il trionfo rappresenta sia il quarto oro consecutivo della Corea del Sud sia una risposta alle critiche rivolte al commissario tecnico dopo le sconfitte dei mesi precedenti.
Una rivalità diventata un appuntamento ricorrente
Per la terza finale consecutiva dei Giochi asiatici, Corea del Sud e Giappone si sono ritrovati di fronte per contendersi il titolo. I sudcoreani hanno vinto tutti e tre questi confronti decisivi, consolidando una rivalità che va oltre il singolo risultato: le due nazionali si contendono spesso un ruolo di primo piano nel calcio giovanile asiatico.
I Giochi asiatici riuniscono le nazionali del continente in una competizione multisportiva, simile per impostazione ai Giochi olimpici, ma riservata ai Paesi asiatici. Il torneo di calcio maschile è tradizionalmente disputato da selezioni con limiti d’età e giocatori più esperti ammessi secondo le regole dell’edizione; per questo offre ai giovani un’importante occasione internazionale.
Per i calciatori, una finale di questo tipo può avere effetti anche oltre il podio: mettersi in evidenza contro un avversario di alto livello aiuta a guadagnare esperienza e può rafforzare le prospettive nella nazionale maggiore. La sfida con il Giappone ha richiesto alla Corea del Sud non soltanto qualità tecnica, ma anche disciplina e lucidità dopo il vantaggio.
La medaglia di bronzo alla Cina
Nella finale per il terzo posto, la Cina ha pareggiato 2-2 con l’Uzbekistan e si è imposta ai calci di rigore per 4-3, conquistando la medaglia di bronzo. Per la nazionale cinese è il ritorno sul podio dopo il bronzo ottenuto ai Giochi di Bangkok del 1998, a distanza di 28 anni.
La finale per l’oro si è dunque conclusa con la Corea del Sud campione e il Giappone medaglia d’argento; la Cina ha chiuso al terzo posto. Per la squadra sudcoreana, il successo porta con sé un record di continuità, una vittoria contro la rivale giapponese e la conferma che, anche in una partita dominata a tratti dagli avversari, un’unica azione può decidere un titolo.



















