Da 2022 a settembre 2026, 47 delle 84 sedi diplomatiche all’estero sottoposte a controlli di sicurezza interni dal Ministero degli Affari Esteri (외교부) (55%) sono state controllate da remoto, anziché con verifiche in presenza. Il controllo da remoto consiste nell’invio da parte della sede centrale del ministero di una lista preliminare di verifica alla sede diplomatica, per poi controllare i punti previsti in videoconferenza in tempo reale.

Contesto

Questi dati non significano che solo 47 delle 195 sedi siano state controllate da remoto. Indicano invece che, tra le 84 sedi sottoposte a controlli di sicurezza interni dal ministero da 2022 a settembre 2026, 47 sono state controllate da remoto. Secondo quanto riportato, il ministero effettua controlli in tutte le sedi inviando personale, da solo o insieme ad altri enti competenti, oppure svolge controlli interni da remoto.

La periodicità è una questione tanto rilevante quanto la modalità dei controlli. Per le normali verifiche periodiche è previsto un intervallo di 2-4 anni, mentre risulta che non esistano norme specifiche sulla periodicità dei controlli di sicurezza delle sedi diplomatiche all’estero.

Anche la disponibilità di personale influisce sulle modalità e sulla portata dei controlli. I dipendenti del ministero incaricati dei controlli di sicurezza delle sedi all’estero sono 12 e si occupano anche di attività operative per la tutela dei dati personali, della gestione delle apparecchiature di sicurezza nazionale e della realizzazione e gestione dei sistemi di intercettazione. Hong Ki-won, deputato del Partito Democratico di Corea (더불어민주당), ha osservato che per un controllo in presenza servono almeno 2-3 persone e che, con l’organico attuale, è di fatto impossibile controllare in presenza tutte le sedi.

Che cosa significa questa notizia

Il controllo da remoto consiste nel verificare i punti previsti in videoconferenza tra la sede centrale e la sede diplomatica all’estero. Questo metodo può consentire di controllare un numero elevato di sedi senza inviare direttamente personale sul posto. Tuttavia, è difficile affermare che una verifica effettuata tramite schermo permetta di esaminare le condizioni sul posto con la stessa ampiezza di un controllo in presenza. Perciò, il solo fatto che un controllo sia stato svolto da remoto non consente di concludere né che la sicurezza sia carente né che non ci siano problemi.

Ciò a cui i lettori dovrebbero prestare attenzione non è soltanto la «percentuale di controlli da remoto», ma l’esistenza di un sistema che renda noti e gestisca congiuntamente le sedi sottoposte a controllo, le modalità e la periodicità. I risultati dei controlli interni nelle 84 sedi e i dati sulle 16 sedi non controllate indicano la portata delle verifiche, ma non dicono quali vulnerabilità siano state rilevate nelle singole sedi né se siano stati adottati provvedimenti successivi. Poiché il livello di sicurezza non si può valutare dal solo numero dei controlli, servono informazioni che permettano di conoscere sia i problemi riscontrati sia gli eventuali interventi correttivi.

Per esempio, il fatto che una sede sia stata controllata da remoto non dimostra, di per sé, che vi fossero problemi. Allo stesso modo, non si può affermare che una verifica in videoconferenza abbia consentito di esaminare tutte le condizioni sul posto. Modalità e risultati dei controlli, così come gli eventuali provvedimenti successivi necessari, devono essere presentati separatamente perché i lettori possano valutarne l’efficacia.

Il deputato Hong ha dichiarato che i tentativi di attacchi informatici sono in aumento e che l’hackeraggio dell’Accademia nazionale diplomatica (국립외교원) ha causato un’effettiva fuga di informazioni; ha inoltre affermato che occorre collaborare con il Ministero dell’Interno e della Sicurezza (행정안전부) e altri enti per assicurare risorse umane e finanziarie adeguate. Si tratta delle osservazioni e della proposta del deputato. Le informazioni riportate nell’articolo non consentono di stabilire come il ministero intenda modificare concretamente il personale o la periodicità dei controlli, né se abbia predisposto misure correttive specifiche.

Il dato delle 47 sedi controllate da remoto mostra soltanto la distribuzione delle modalità di controllo, ma non prova direttamente né la presenza di vulnerabilità nelle sedi interessate né l’efficacia delle verifiche.

Fatti accertati e aspetti ancora ignoti

Fatti accertati

  • Da 2022 a settembre 2026, il Ministero degli Affari Esteri ha svolto controlli di sicurezza interni in 84 sedi diplomatiche all’estero.
  • Di queste, 47 (55%) sono state controllate da remoto, anziché con verifiche in presenza.
  • Il controllo da remoto consiste nell’inviare alla sede diplomatica una lista preliminare di verifica e nell’esaminare i punti previsti in videoconferenza in tempo reale.
  • Sono 16 le sedi che non hanno ricevuto alcun controllo di sicurezza dal 2021.
  • I 12 dipendenti incaricati si occupano, oltre che dei controlli di sicurezza, anche di attività operative per la tutela dei dati personali, della gestione delle apparecchiature di sicurezza nazionale e della realizzazione e gestione dei sistemi di intercettazione.

Aspetti ancora ignoti

  • L’articolo non indica quali siano le 16 sedi non controllate né per quale motivo non siano state sottoposte a verifica.
  • Non è dato sapere quali vulnerabilità di sicurezza siano state effettivamente rilevate nei controlli in presenza e da remoto, né se siano stati adottati provvedimenti successivi.
  • Non è possibile verificare se il Ministero degli Affari Esteri preveda di stabilire una nuova periodicità dei controlli o di aumentare il personale e il budget.

Che cosa dovrebbero verificare i lettori

  • Nelle successive comunicazioni del Ministero degli Affari Esteri, si può verificare se saranno indicati, per ciascuna sede, la data e la modalità del controllo, nonché gli interventi correttivi adottati in seguito.
  • Occorre verificare se saranno definiti piani concreti per introdurre una periodicità regolare dei controlli e potenziare il personale e il budget, così da ridurre le lacune nelle verifiche.
  • Un aspetto centrale nelle comunicazioni successive sarà anche capire secondo quali criteri si distinguano i controlli da remoto da quelli in presenza e come si compensino i limiti del controllo a distanza quando è necessario un sopralluogo.