Il presidente Donald Trump ha parlato della guerra in Iran durante un comizio il 5 ottobre a Grand Island, in Nebraska, e ha detto che Los Angeles o San Diego potrebbero essere distrutte, ma che sarebbe un «piccolo prezzo» da pagare per la sicurezza del mondo e degli Stati Uniti. Ha anche detto che la guerra è «praticamente quasi finita» e ha descritto l’aumento dei prezzi dovuto alla guerra come «artificiale e leggermente elevato». Le sue parole sono diventate una questione politica in vista delle elezioni di metà mandato, dopo che il governatore della California e i candidati repubblicani hanno protestato o preso le distanze.

Contesto e quadro generale

Le parole sono state pronunciate mentre Trump parlava dei costi della guerra in Iran. Dopo aver definito l’aumento dei prezzi un piccolo prezzo da accettare, ha aggiunto un’espressione secondo cui città come Los Angeles e San Diego potrebbero essere attaccate. Il punto centrale della controversia, quindi, non riguarda solo i risultati della guerra o il peso dell’aumento dei prezzi, ma anche il fatto che la possibilità di distruggere città statunitensi sia stata presentata come un costo che si può sopportare.

Il 6 ottobre, su X, il direttore delle comunicazioni della Casa Bianca, Steven Cheung, ha chiarito che le reazioni dei media non erano basate sulla realtà e che Trump intendeva dire che le città statunitensi sarebbero state minacciate se non si fosse riusciti a contenere l’Iran. Ha sostenuto che, grazie al presidente Trump, gli Stati Uniti sono più sicuri e ha affermato che l’Iran non ha né armi nucleari, né marina, né aeronautica, né risorse finanziarie. Secondo la spiegazione della Casa Bianca, le parole andavano dunque intese nel contesto del contenimento della minaccia, non come un invito ad accettare il rischio.

Che cosa significa questa notizia

La controversia mostra che le parole del presidente possono non essere recepite soltanto come una spiegazione della politica di sicurezza, ma tradursi in una pressione politica sui candidati chiamati a rappresentare gli elettori dei propri distretti, che sono costretti a prendere posizione. In particolare, in California, dove si trovano le città menzionate, il governatore ha criticato duramente le parole e anche i candidati repubblicani in corsa nei distretti contesi dello Stato hanno preso pubblicamente le distanze. Poiché negli Stati Uniti è iniziato il voto anticipato per le elezioni di metà mandato, il modo in cui i candidati spiegano il loro rapporto con il presidente può influire sul giudizio degli elettori. Non è tuttavia stato accertato quale effetto abbiano avuto queste parole sull’effettivo esito delle elezioni.

Per esempio, se un elettore californiano valuta insieme la politica di sicurezza di un candidato e il suo sostegno al presidente, la risposta del candidato a queste parole può offrire un indizio per capire fino a che punto sostenga il linguaggio e le politiche del presidente. Tuttavia, dal solo fatto che i candidati abbiano criticato le parole o preso le distanze non si possono trarre conclusioni sulle scelte degli elettori o sull’esito delle elezioni.

Fatti accertati e aspetti ancora da chiarire

Fatti accertati

  • Trump ha detto, durante un comizio il 5 ottobre a Grand Island, in Nebraska, che Los Angeles o San Diego potrebbero essere distrutte, ma che sarebbe un piccolo prezzo da pagare.
  • Ha detto che la guerra è «praticamente quasi finita» e ha descritto l’aumento dei prezzi dovuto alla guerra come «artificiale e leggermente elevato».
  • Il governatore della California, Gavin Newsom, ha accusato Trump di essere «fuori di senno e pericoloso».
  • Il 6 ottobre la Casa Bianca ha chiarito che il senso delle parole era che le città statunitensi sarebbero state minacciate se non si fosse riusciti a contenere l’Iran.
  • Jim Desmond si è opposto fermamente alle parole, mentre Kevin Kiley ha dichiarato che erano «non utili».

Aspetti ancora da chiarire

  • Questa notizia non consente di sapere in quale contesto del comizio nel suo complesso e in presenza di quali reazioni del pubblico siano state pronunciate quelle parole.
  • Non è stato accertato quale effetto avranno sulle elezioni californiane le parole di Trump e la presa di distanza dei candidati.

Che cosa può verificare il lettore

  • Nel valutare le dichiarazioni dei candidati, si può considerare non soltanto se approvano o meno le parole di Trump, ma anche in base a quali principi ciascun candidato affronta la sicurezza delle città e dei residenti statunitensi.
  • Distinguere i chiarimenti della Casa Bianca dalle reazioni dei candidati aiuta a non confondere il contenuto originale delle parole con la loro interpretazione politica.
  • Poiché al momento non è noto quale effetto abbiano avuto le parole sull’esito delle elezioni, è importante non fare previsioni sul risultato basandosi soltanto sul fatto che sia iniziato il voto anticipato.

Riferimenti