Alle elezioni brasiliane del 4 ottobre 2026, 33,4 milioni di elettori non hanno votato. Si tratta del 21% del totale degli aventi diritto, e il tasso di astensione è stato il più alto dal 1998. Considerato che in Brasile il voto è obbligatorio per i cittadini alfabetizzati tra i 18 e i 70 anni, la portata dell’astensione è particolarmente significativa. Nella stessa tornata elettorale, l’estrema destra ha consolidato una solida base di seggi al Senato e ha formato il più grande blocco parlamentare unitario alla Camera dei Deputati.
Contesto e quadro generale
L’aumento dell’astensione e l’avanzata parlamentare dell’estrema destra indicano cambiamenti, rispettivamente, nella partecipazione al voto e negli equilibri tra i partiti. Il fatto che entrambi i fenomeni si siano verificati nella stessa elezione non consente, da solo, di concludere che gli elettori che non hanno votato sostenessero l’estrema destra o che l’astensione abbia causato direttamente i suoi successi parlamentari. L’articolo non individua con certezza le cause specifiche dell’aumento dell’astensione e presenta la stanchezza e la sfiducia nei confronti della politica come possibili spiegazioni, ancora da verificare.
Anche la trasformazione del sistema dei partiti brasiliano costituisce un elemento di contesto sottolineato nell’articolo. Il Partito dei Lavoratori (PT) ha governato per 14 anni, dal 2003 al 2016, durante la presidenza di Lula; dopo il mandato dell’ex presidente Jair Bolsonaro, dal 2018 al 2022, è tornato al governo per il periodo 2023-2026. Secondo l’articolo, in questi anni il Partito della Socialdemocrazia Brasiliana (PSDB), che aveva svolto il ruolo di alternativa di governo, ha perso la capacità di presentare candidati competitivi alle elezioni presidenziali del 2018 e del 2022.
È proseguita anche la riorganizzazione dei partiti di destra. I Democratici (DEM) si sono fusi con il Partito Social Liberale (PSL), a cui Bolsonaro apparteneva durante la campagna presidenziale del 2018, dando vita a União Brasil. Secondo l’articolo, il Partito Liberale (PL) ha occupato lo spazio dell’estrema destra in Parlamento, ha acquisito competitività anche nelle elezioni presidenziali e ha assorbito partiti di destra che si erano impegnati a difendere la democrazia. Questa analisi collega l’esito elettorale non solo alla competizione tra seggi di destra e di sinistra, ma anche alla trasformazione delle alternative politiche esistenti, compresi i partiti favorevoli alla democrazia.
Che cosa significa questa notizia
Il rafforzamento dell’estrema destra in Parlamento può accrescerne la capacità politica di modificare leggi e istituzioni. L’articolo interpreta questo scenario come un rischio per le istituzioni democratiche. In particolare, dato che l’estrema destra ha ottenuto una solida base al Senato e costituisce il più grande blocco parlamentare unitario alla Camera dei Deputati, occorre osservare quale ruolo avrà il Parlamento nel processo di controllo dell’esecutivo e della magistratura. L’articolo, tuttavia, non fornisce il numero esatto di seggi ottenuti dai singoli partiti né indica quali misure saranno effettivamente promosse: non si può quindi affermare che eventuali cambiamenti istituzionali siano già stati decisi.
La situazione della magistratura è presentata come un ulteriore elemento di preoccupazione. Secondo l’articolo, il Supremo Tribunale Federale (STF) è profondamente diviso al proprio interno e diversi giudici sono chiamati a fornire pubblicamente spiegazioni in merito a comportamenti inappropriati di alcuni loro colleghi. A ciò si aggiunge che quattro giudici sono destinati a lasciare l’incarico al raggiungimento dell’età pensionabile e che un posto è vacante da quando, all’inizio di quest’anno, il Senato ha respinto la nomina proposta dal presidente Lula. L’articolo analizza il rischio che, con la concomitanza di queste condizioni, la Corte Suprema fatichi a svolgere il proprio ruolo di custode della Costituzione e di contrappeso agli altri poteri. Tuttavia, l’eventualità che la Corte finisca effettivamente sotto l’influenza dell’estrema destra è presentata come una preoccupazione e una previsione, non come un fatto accertato.
L’autore dell’articolo spiega che emozioni come la stanchezza politica, la rabbia e il risentimento possono alimentare la sfiducia degli elettori. Indica inoltre, come ipotesi interpretative delle tendenze politiche, la reazione negativa all’inclusione sociale e ai cambiamenti nei comportamenti, nonché la diffusione, nell’ambiente digitale, di contenuti che alimentano il risentimento. Non si tratta di conclusioni basate sulla verifica delle motivazioni dei singoli astenuti, ma dell’analisi dell’autore. Il punto essenziale per i lettori è quindi che il tasso di astensione, da solo, non consente di stabilire che cosa pensino gli elettori: occorre esaminare separatamente le cause della mancata partecipazione al voto, i cambiamenti nel sistema dei partiti e l’effettivo funzionamento dei contrappesi istituzionali.
Per esempio, se in futuro il Parlamento discuterà misure riguardanti i poteri della magistratura o i meccanismi costituzionali di controllo, sarà possibile esaminarne i contenuti insieme alla risposta della Corte Suprema. L’articolo, tuttavia, non afferma che tali misure saranno effettivamente promosse. L’analisi secondo cui l’esito elettorale potrebbe accrescere i rischi per la democrazia va distinta dalla conclusione che quei rischi si siano già concretizzati.
Fatti accertati e aspetti ancora incerti
Fatti accertati
- Le elezioni si sono svolte il 4 ottobre 2026.
- In Brasile il voto è obbligatorio per i cittadini alfabetizzati tra i 18 e i 70 anni; 33,4 milioni di elettori, pari al 21% del totale, non hanno votato.
- Il tasso di astensione è stato il più alto dal 1998.
- L’estrema destra ha ottenuto una solida base di seggi, soprattutto al Senato, e ha formato il più grande blocco parlamentare unitario alla Camera dei Deputati.
- La Corte Suprema è attraversata da divisioni interne; quattro giudici sono destinati a lasciare l’incarico al raggiungimento dell’età pensionabile e un posto è vacante.
Aspetti ancora incerti
- L’articolo non indica il numero esatto di seggi ottenuti da ciascun partito al Senato e alla Camera dei Deputati.
- L’articolo non accerta le cause specifiche dell’aumento della mancata partecipazione al voto.
- Non è ancora possibile sapere quali modifiche legislative o istituzionali potrebbe comportare il rafforzamento dell’estrema destra in Parlamento, né quali cambiamenti potrebbero verificarsi nella composizione e nel ruolo della Corte Suprema.
Che cosa tenere d’occhio
- Se saranno resi noti o conteggiati i seggi di ciascun partito al Senato e alla Camera dei Deputati, verificare quale consistenza parlamentare abbia effettivamente l’avanzata dell’estrema destra.
- Seguire le analisi successive sulle cause dell’aumento dell’astensione, distinguendo le ipotesi, come la stanchezza politica, dalle cause accertate.
- Verificare gli sviluppi delle procedure e delle discussioni parlamentari riguardanti i giudici prossimi alla pensione e il posto vacante, per capire quali cambiamenti si produrranno concretamente nei contrappesi istituzionali.




















