Un alto funzionario statunitense ha dichiarato di aspettarsi che la Corea del Sud rispetti gli standard di un’alleanza che dura da decenni, mentre aumentano le preoccupazioni sulla cooperazione d’intelligence tra i due Paesi. Ha menzionato in particolare le questioni di intelligence e di controspionaggio (attività volte a impedire le operazioni d’intelligence e a proteggere le informazioni riservate). La dichiarazione è stata resa in una risposta scritta a una domanda sulla situazione della cooperazione d’intelligence tra i due Paesi.

All’origine delle recenti tensioni c’è l’esclusione del Servizio nazionale d’intelligence (NIS) sudcoreano da una riunione tra Corea del Sud, Stati Uniti e Giappone sulle misure contro le minacce informatiche nordcoreane, tenutasi a giugno. Il NIS ha riconosciuto di non aver potuto partecipare alla riunione e, secondo quanto riportato dalla stampa locale, l’esclusione sarebbe avvenuta su richiesta degli Stati Uniti. In precedenza, alcune notizie avevano riferito che erano emersi attriti sulla condivisione di informazioni sulla Corea del Nord dopo che, a marzo, il ministro dell’Unificazione Jeong Dong-young aveva menzionato pubblicamente un impianto di arricchimento dell’uranio a Kusong, in Corea del Nord.

Contesto e quadro generale

La dichiarazione attira l’attenzione non perché si limiti a ribadire l’importanza dell’alleanza, ma perché indica in modo specifico l’intelligence e il controspionaggio. Tuttavia, la sola risposta pubblicata non consente di sapere quali problemi gli Stati Uniti abbiano individuato nella gestione delle informazioni da parte della Corea del Sud né quali standard chiedano al Paese di rispettare. L’alto funzionario statunitense ha detto di aspettarsi che vengano rispettati gli standard dell’alleanza in materia di intelligence e controspionaggio, ma non ha fornito esempi concreti né una valutazione.

Secondo quanto riportato, il NIS, escluso dalla riunione, aveva partecipato alle quattro riunioni precedenti, ma non ha potuto prendere parte a quella di giugno. Il meccanismo di consultazione è stato istituito in base all’accordo raggiunto al vertice tra Corea del Sud, Stati Uniti e Giappone di Camp David, nell’agosto 2023, ed è stato presentato come un forum in cui si discute della condivisione di informazioni sulle attività informatiche illegali della Corea del Nord e di una risposta congiunta. La mancata partecipazione può quindi suscitare interesse non solo per la presenza o meno a una singola riunione, ma anche per le modalità con cui i tre Paesi condividono le informazioni nel rispondere insieme alle minacce informatiche nordcoreane.

La controversia sulle restrizioni all’accesso alle informazioni è collegata alle dichiarazioni del ministro Jeong. Jeong ha affermato di aver condiviso soltanto informazioni già pubbliche sull’impianto di Kusong. Le notizie, invece, hanno riferito che dopo questa rivelazione gli Stati Uniti avrebbero limitato in parte l’accesso della Corea del Sud alle informazioni sulla Corea del Nord, per protestare. Non è stato accertato quali informazioni siano state sottoposte a restrizioni né per quale periodo.

Che cosa significa questa notizia

Poiché la cooperazione d’intelligence riguarda lo scambio di informazioni tra alleati e la loro risposta congiunta, la fiducia e le modalità di gestione delle informazioni possono essere importanti. Quando si registrano insieme l’aspettativa espressa dagli Stati Uniti, l’esclusione dalla riunione e le notizie sulle restrizioni alle informazioni, occorre prestare attenzione a eventuali cambiamenti nell’ambito delle informazioni che la Corea del Sud può ricevere o nelle modalità di risposta congiunta. Tuttavia, sulla base delle sole informazioni pubbliche attuali, non è possibile stabilire con certezza l’ambito concreto delle restrizioni, il loro impatto militare o la misura in cui sia cambiata la cooperazione complessiva tra i due Paesi.

Le autorità militari hanno riconosciuto che la condivisione di informazioni sulla Corea del Nord è in parte limitata, ma hanno dichiarato che la prontezza operativa non ne risente. Hanno inoltre spiegato che la soluzione migliore è risolvere rapidamente la situazione e che stanno lavorando in tal senso. Ciò mostra, insieme, che si parla di vincoli alla condivisione delle informazioni, ma che la loro esistenza, da sola, non consente di concludere che la prontezza operativa sia compromessa.

Per esempio, se le istituzioni sudcoreane interessate ricevessero meno informazioni rispetto al passato su una specifica attività nordcoreana, sul piano operativo potrebbe diventare importante capire come colmare le lacune informative e quali cambiamenti ne deriverebbero per la risposta congiunta. Si tratta di un’ipotesi: non è stato accertato quali informazioni siano state effettivamente limitate né a quale istituzione.

Anche il ritardo nell’esame del visto statunitense del deputato Jeong Cheong-rae è stato citato come possibile segnale di tensione nell’alleanza. Jeong aveva in programma di recarsi negli Stati Uniti per un’ispezione parlamentare all’ambasciata e ai consolati sudcoreani di Washington e ha scritto su Facebook che la sua richiesta di visto era in fase di esame. Un funzionario del Ministero degli Affari esteri (외교부), tuttavia, ha affermato che non è opportuno collegare una questione di visto personale ai rapporti tra Corea del Sud e Stati Uniti nel loro complesso. Ha inoltre spiegato che le singole domande e i relativi esiti sono trattati in via riservata in base alle leggi e alle procedure statunitensi, rendendo difficile verificarne i dettagli. Non è stato accertato che il ritardo nell’esame del visto sia una conseguenza delle tensioni sulla cooperazione d’intelligence.

Aspetti riferiti diversamente dalle varie notizie

Le notizie sull’esclusione del NIS e sulle restrizioni alle informazioni hanno posto l’accento sulla possibilità di tensioni, riportando al contempo le spiegazioni delle parti sulla situazione attuale. Una notizia riferiva che il NIS aveva dichiarato: «Alcuni mesi fa ci sono stati alcuni malintesi, ma è una questione ormai passata» e che al momento non ci sono malintesi tra le autorità d’intelligence di Corea del Sud e Stati Uniti. Un’altra notizia ha riferito anch’essa che il NIS aveva descritto l’episodio ridimensionandone la portata. Le autorità militari, invece, hanno riconosciuto che la condivisione di informazioni sulla Corea del Nord è in parte limitata. È quindi necessario distinguere tra la spiegazione secondo cui i malintesi del passato sono stati risolti e la situazione in cui si continua a parlare di alcune limitazioni alla condivisione delle informazioni.

Le posizioni divergono anche sul collegamento tra la questione del visto e i rapporti tra Corea del Sud e Stati Uniti. Il partito al governo ha espresso rammarico per il ritardo, mentre l’opposizione ha sostenuto che occorre verificare se si susseguano segnali d’allarme nei settori diplomatico, dell’intelligence e della sicurezza. Un funzionario del Ministero degli Affari esteri ha affermato che non è opportuno collegare una questione di visto personale ai rapporti complessivi tra i due Paesi. Le informazioni rese pubbliche finora indicano che l’esame del visto è in corso; non è stato accertato se il ritardo sia dovuto alle tensioni tra i due Paesi sulla condivisione d’intelligence.

Fatti accertati e aspetti ancora da chiarire

Fatti accertati

  • Un alto funzionario statunitense ha dichiarato di aspettarsi che la Corea del Sud rispetti gli standard dell’alleanza tra Stati Uniti e Corea del Sud nei settori dell’intelligence e del controspionaggio.
  • Il NIS ha riconosciuto di non aver potuto partecipare alla riunione di giugno tra Corea del Sud, Stati Uniti e Giappone sulle misure contro le minacce informatiche nordcoreane.
  • Il ministro Jeong Dong-young ha dichiarato di aver condiviso soltanto informazioni già pubbliche sull’impianto di arricchimento dell’uranio di Kusong.
  • Le autorità militari hanno dichiarato che la condivisione di informazioni sulla Corea del Nord è stata in parte limitata, ma che la prontezza operativa non ne risente.
  • Il deputato Jeong Cheong-rae ha dichiarato che il suo visto statunitense è in fase di esame; un funzionario del Ministero degli Affari esteri ha detto che occorre cautela nel collegare questioni di visto individuali ai rapporti tra Corea del Sud e Stati Uniti nel loro complesso.

Aspetti ancora da chiarire

  • Non sono stati resi pubblici l’ambito specifico delle informazioni sulla Corea del Nord il cui accesso da parte della Corea del Sud è stato limitato dagli Stati Uniti né la durata delle restrizioni.
  • Non è stato accertato il contenuto specifico degli standard in materia di intelligence e controspionaggio che gli Stati Uniti chiedono alla Corea del Sud di rispettare.
  • Non è noto quando si concluderà l’esame del visto del deputato Jeong Cheong-rae né quale sarà l’esito.

Che cosa dovrebbe verificare il lettore

  • Nelle successive spiegazioni occorre verificare se saranno indicati in modo concreto l’oggetto e la durata delle restrizioni alle informazioni, nonché i motivi alla base della valutazione delle autorità militari sulla prontezza operativa.
  • Si può verificare se il NIS tornerà a partecipare alle riunioni tra Corea del Sud, Stati Uniti e Giappone e se cambieranno la condivisione di informazioni e la risposta congiunta alle minacce informatiche nordcoreane.
  • Anche qualora venisse reso pubblico l’esito dell’esame del visto del deputato Jeong Cheong-rae, è importante non concludere, in assenza di una spiegazione ufficiale, che sia una conseguenza delle tensioni sulla cooperazione d’intelligence tra Corea del Sud e Stati Uniti.

Riferimenti