Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che concederà alle aziende straniere circa un anno e mezzo per costruire fabbriche negli Stati Uniti e che, in caso contrario, imporrà dazi dal 150% al 300%. Le dichiarazioni sono state pronunciate durante un comizio a sostegno dei candidati in vista delle elezioni di metà mandato di novembre. Il giorno prima aveva affermato che, se la Corea del Sud non avesse firmato a breve l’accordo sul progetto per il gas in Alaska, avrebbe «raddoppiato» qualcosa, senza precisare che cosa.

Contesto e quadro generale

Il 3, ora locale, durante un comizio in una scuola superiore dell’Ohio, il presidente Trump ha sostenuto che per anni Cina, Giappone, Corea del Sud e Canada avevano sfruttato i dazi a danno degli Stati Uniti, facendo apparire il Paese ridicolo. Ha anche affermato che la politica tariffaria ha permesso agli Stati Uniti di incassare migliaia di miliardi di dollari e che le aziende straniere stanno costruendo fabbriche nel Paese. È necessario distinguere queste affermazioni, pronunciate dal presidente Trump durante il comizio, da una spiegazione corredata da dati verificati sugli introiti tariffari o sugli investimenti realizzati.

Le dichiarazioni possono essere interpretate sia come un modo di presentare i dazi quale strumento per incentivare la produzione negli Stati Uniti, sia come un segnale di pressione sugli investimenti nel Paese. Tuttavia, le sole dichiarazioni non permettono di concludere che sia già stato deciso quando i dazi entreranno effettivamente in vigore o a quali Paesi o prodotti si applicherebbero. Gli articoli non specificano i destinatari né la data di entrata in vigore.

La pressione sulla Corea del Sud è legata al progetto di sviluppo del gas naturale liquefatto (GNL) in Alaska. Secondo quanto riportato, nell’ambito di un accordo per investire 350 miliardi di dollari negli Stati Uniti, la Corea del Sud avrebbe destinato 150 miliardi alla cooperazione nel settore cantieristico e 200 miliardi agli investimenti strategici; gli Stati Uniti avrebbero accettato di ridurre dal 25% al 15% i dazi sui prodotti sudcoreani. Il governo sudcoreano, tuttavia, sostiene di aver soltanto avviato l’esame del progetto in Alaska e di non aver ancora preso una decisione definitiva né sull’eventuale investimento né sul suo ammontare.

Anche la sostenibilità commerciale del progetto è una questione aperta. Secondo quanto riportato, la società che lo sviluppa, Glenfarne Group, ha stimato i costi del progetto GNL in Alaska in 44,5-54,5 miliardi di dollari. Il progetto richiede un gasdotto di 800 miglia (1.287 km) che colleghi il nord dell’Alaska a Nikiski, oltre a impianti di trattamento del gas e a un terminale di liquefazione. Il presidente Lee Jae-myung ha affermato che la sostenibilità commerciale, compresi la ripartizione dei ricavi e il trattamento delle perdite nel caso di un progetto non redditizio, è un ostacolo nei negoziati. Secondo quanto riferito, la Corea del Sud ha cercato di inserire nell’accordo sugli investimenti l’espressione «commercialmente ragionevole».

Che cosa significa questa notizia

Quando le aziende o il governo sudcoreano valutano progetti di investimento negli Stati Uniti, può diventare importante distinguere tra un impegno generale a investire e una decisione definitiva di partecipare a un singolo progetto. Poiché restano divergenze tra i due Paesi sulla partecipazione al progetto GNL in Alaska, l’eventuale concomitanza con minacce tariffarie potrebbe aggiungere pressioni commerciali alle valutazioni sulla redditività e sulle condizioni dell’investimento. Le dichiarazioni del presidente Trump, tuttavia, non bastano a concludere che i dazi sui prodotti sudcoreani saranno effettivamente aumentati.

Per esempio, se un’azienda sudcoreana sta valutando la costruzione di una fabbrica negli Stati Uniti, dovrebbe verificare se siano stati definiti i destinatari e la data di entrata in vigore della politica, invece di considerare il periodo di circa un anno e mezzo indicato dal presidente Trump come una moratoria legale già stabilita. Anche per il progetto in Alaska è importante distinguere gli investimenti inclusi nell’accordo con gli Stati Uniti dagli investimenti definitivi nel progetto e verificare le condizioni commerciali, come la ripartizione dei ricavi e l’attribuzione delle perdite.

È opportuno considerare anche il contesto elettorale. In un sondaggio del New York Times e di Siena pubblicato il 3 ottobre, i candidati democratici al Senato risultavano in testa o in situazione di parità entro il margine d’errore in cinque Stati a prevalenza repubblicana: Alaska, Ohio, Texas, Iowa e Kansas. Questi risultati non permettono, da soli, di stabilire lo scopo delle dichiarazioni sui dazi né l’esito delle elezioni, ma aiutano a comprendere il contesto in cui il presidente Trump ha presentato dazi e investimenti come risultati economici durante i comizi elettorali.

Fatti accertati e aspetti ancora incerti

Fatti accertati

  • Il presidente Trump ha detto che avrebbe concesso alle aziende straniere circa un anno e mezzo per costruire fabbriche negli Stati Uniti e che, in caso contrario, avrebbe imposto dazi del 150%, 200%, 250% o 300%.
  • A proposito della firma dell’accordo della Corea del Sud sul progetto per il gas in Alaska, ha detto che avrebbe raddoppiato qualcosa se l’accordo non fosse stato firmato a breve, senza specificare che cosa sarebbe aumentato.
  • Secondo quanto riportato, il governo sudcoreano ha spiegato di non aver ancora deciso se investire nel progetto in Alaska né in quale misura.
  • Nel sondaggio, i candidati democratici al Senato erano in vantaggio o in situazione di parità in cinque Stati a prevalenza repubblicana.

Aspetti ancora incerti

  • A chi si applicherebbe concretamente la minaccia sui dazi e quando entrerebbe in vigore?
  • Che cosa intendeva il presidente Trump quando ha detto che avrebbe raddoppiato qualcosa per la Corea del Sud: i dazi o qualcos’altro?
  • Quali erano le percentuali di consenso dei candidati nei singoli Stati e i margini d’errore del sondaggio?

Che cosa verificare

  • Se la politica tariffaria degli Stati Uniti verrà definita nel dettaglio, occorrerà verificare se i destinatari e le date delle misure effettivamente adottate corrispondono a quelli indicati nelle minacce.
  • Si può verificare se l’accordo sugli investimenti della Corea del Sud negli Stati Uniti e la decisione di partecipare al progetto GNL in Alaska siano questioni separate, e come vengano definite le condizioni relative alla ripartizione dei ricavi e all’attribuzione delle perdite.
  • Poiché non è stato precisato a che cosa si riferisse la dichiarazione sul «raddoppio» riguardo alla Corea del Sud, non va interpretata come un aumento dei dazi già deciso; occorre verificare a che cosa si riferiscano le successive dichiarazioni.

Riferimenti