Il lancio e le dichiarazioni di Pyongyang
La mattina del 3 ottobre 2026, la Corea del Nord ha lanciato un missile balistico verso il Mar del Giappone, chiamato anche Mare Orientale nella penisola coreana. Kim Yo-jong, funzionaria di alto livello del Partito dei Lavoratori nordcoreano e sorella del leader Kim Jong-un, ha dichiarato che si trattava di un’esercitazione con un missile strategico a medio raggio. Secondo la sua comunicazione, Kim Jong-un avrebbe assistito personalmente alla prova.
Pyongyang non ha però reso noto il modello esatto del missile né la distanza che avrebbe effettivamente percorso. Le sue dichiarazioni sulle prestazioni e sulle capacità del sistema restano quindi rivendicazioni ufficiali, non conferme indipendenti.
Kim Yo-jong sostiene che il missile possa cambiare traiettoria in volo e che Corea del Sud e Giappone abbiano perso il tracciamento dopo una prima fase del percorso.
Le diverse stime di Seul e Tokyo
Lo Stato maggiore congiunto sudcoreano ha riferito di aver rilevato il lancio intorno alle 6:30, nell’area di Wonsan, e ha stimato che il missile abbia volato per oltre 700 chilometri. Il ministero della Difesa giapponese ha invece indicato una distanza di circa 680 chilometri. Le autorità di Corea del Sud e Stati Uniti hanno dichiarato di essere ancora impegnate nell’analisi dei dati per determinare con precisione le caratteristiche del vettore.
Kim Yo-jong ha citato la differenza tra le due stime per mettere in dubbio le capacità di osservazione dei due Paesi. Ha affermato che, quando la Corea del Nord impiega una traiettoria “a salti”, i sistemi avversari perderebbero il bersaglio dopo il primo punto di discesa. Non sono stati pubblicati elementi indipendenti che permettano di verificare questa ricostruzione.
Che cosa significa cambiare traiettoria
Un missile balistico è un’arma che viene spinta inizialmente da un motore e poi prosegue lungo una traiettoria in gran parte determinata dalla gravità. Alcuni missili più avanzati possono però modificare il percorso o la quota durante il volo: questo può complicare il calcolo del punto d’arrivo e rendere più difficile seguirli con radar e altri sensori.
In termini semplici, è come cercare di prevedere dove atterrerà una palla che, invece di seguire un arco regolare, cambia direzione mentre è in aria. Per chi deve monitorarla, la difficoltà non è soltanto individuarla una prima volta, ma aggiornarne continuamente posizione e velocità e distinguere i dati reali da quelli incompleti.
La Corea del Nord non ha spiegato nel dettaglio quale manovra sarebbe stata eseguita durante questo lancio. Ha sostenuto, tuttavia, che il missile sarebbe sceso e poi risalito, e che le stime sudcoreane e giapponesi si sarebbero basate sulla parte di traiettoria osservata prima della perdita del tracciamento.
Il ruolo rivendicato dell’intelligenza artificiale
Kim Yo-jong ha richiamato le precedenti dichiarazioni nordcoreane sull’impiego dell’intelligenza artificiale (software capace di analizzare informazioni e scegliere tra diverse opzioni) e sulla possibilità di cambiare rotta a bassa quota. Ha sostenuto che, in queste condizioni, sarebbe «di fatto impossibile» evitare il colpo. Ha inoltre riferito che l’ufficio missilistico avrebbe presentato a Kim Jong-un una tecnologia in grado di impostare almeno quattro traiettorie, selezionate in base allo scopo e all’obiettivo.
Il riferimento all’intelligenza artificiale non dimostra, da solo, che il sistema sia stato effettivamente integrato nel missile o che funzioni come descritto. In un’arma, software di questo tipo potrebbe essere usato, per esempio, per elaborare dati di navigazione o scegliere tra percorsi programmati; le informazioni disponibili, però, non chiariscono quale compito svolgerebbe in questo caso. Pyongyang non ha fornito dettagli tecnici verificabili sulle prestazioni annunciate.
La capacità di cambiare percorso e l’uso dell’intelligenza artificiale sono affermazioni della Corea del Nord. La distanza effettiva, il modello e le caratteristiche del lancio restano da accertare.
Il contesto militare e diplomatico
Il lancio è avvenuto 13 giorni dopo il precedente test nordcoreano di un missile balistico, avvenuto il 20 settembre. La prova si inserisce in una fase di forte tensione nella penisola coreana, dove i test missilistici di Pyongyang e le attività di sorveglianza e difesa di Seul e Tokyo alimentano frequenti accuse reciproche.
Per i governi della regione, conoscere la traiettoria di un missile non è una questione soltanto tecnica: serve a valutare la minaccia e a decidere se e come attivare le procedure di difesa. Le prime stime possono cambiare quando arrivano nuovi dati da radar, satelliti o altri sensori, proprio come una previsione meteorologica viene aggiornata man mano che si raccolgono nuove osservazioni.
Che cosa si sa e che cosa resta da chiarire
- Confermato dalle autorità sudcoreane: un missile è stato rilevato mentre veniva lanciato dall’area di Wonsan verso il Mar del Giappone.
- Stime iniziali: oltre 700 chilometri secondo Seul e circa 680 secondo Tokyo.
- Dichiarazioni di Pyongyang: il missile avrebbe cambiato traiettoria e il sistema potrebbe utilizzare più percorsi, con il supporto dell’intelligenza artificiale.
- Informazioni non divulgate: modello preciso, distanza effettiva e dettagli tecnici sulle manovre e sul software.
Le analisi di Corea del Sud e Stati Uniti dovranno chiarire quanto le diverse stime dipendano da metodi di rilevamento, dati disponibili o caratteristiche del volo. Finché non saranno disponibili informazioni ulteriori, le affermazioni nordcoreane sull’impossibilità di intercettare il missile vanno considerate dichiarazioni non verificate, non una valutazione tecnica accertata.
Perché la vicenda è rilevante
Se i missili potessero davvero combinare cambi di traiettoria e guida automatizzata, le difese dovrebbero aggiornare più rapidamente le proprie previsioni e coordinare le informazioni provenienti da diversi sensori. Ma la comunicazione di Pyongyang non consente di stabilire se il test abbia dimostrato una capacità operativa di questo tipo. Per ora, il dato più significativo è la distanza tra le dichiarazioni politiche nordcoreane e le informazioni tecniche che restano ancora da verificare.



















