Nel messaggio scritto per la cerimonia del 4 ottobre 2026, 19º anniversario della Dichiarazione intercoreana del 4 ottobre (10·4 남북정상선언), il presidente Lee Jae-myung ha sottolineato l’importanza della coesistenza pacifica tra le due Coree. Nel messaggio, letto dal viceministro dell’Unificazione Kim Nam-jung, il presidente Lee ha affermato che occorre spezzare il circolo vizioso di ostilità e confronto per creare un circolo virtuoso di pace e prosperità. Tuttavia, dopo che la Corea del Nord ha respinto il suo appello a riprendere il dialogo, queste parole mettono anche in luce la distanza tra l’orientamento del governo verso la coesistenza pacifica e la situazione attuale delle relazioni intercoreane.

Contesto e quadro generale

La Dichiarazione del 4 ottobre è la «Dichiarazione per lo sviluppo delle relazioni intercoreane e la pace e la prosperità» (남북관계 발전과 평화번영을 위한 선언), concordata a Pyongyang il 4 ottobre 2007 dal presidente Roh Moo-hyun e dal presidente della Commissione nazionale di difesa Kim Jong-il. La dichiarazione prevedeva iniziative concrete che dessero seguito allo spirito della Dichiarazione congiunta intercoreana del 15 giugno (6·15 남북공동선언) del 2000. Tra i suoi contenuti figuravano una visione comune per porre fine alle relazioni di ostilità militare e costruire un regime di pace, la cooperazione per promuovere una dichiarazione di fine della guerra e progetti di cooperazione economica.

Il presidente Lee ha descritto la Dichiarazione del 4 ottobre come uno storico accordo volto a trasformare le relazioni intercoreane in rapporti fondati sul rispetto reciproco e sulla fiducia, porre fine all’ostilità militare e costruire insieme un regime di pace permanente, superando il regime di armistizio. Quest’ultimo indica un sistema che mantiene la tregua, anziché un accordo di pace che pone fine alla guerra. Il significato della dichiarazione, quindi, non si limita a un messaggio simbolico a favore del miglioramento delle relazioni: essa cercava di affrontare insieme la riduzione delle tensioni militari, il regime di pace e la cooperazione economica.

Durante la cerimonia è stato ricordato anche il viaggio a Pyongyang compiuto nel 2007 dall’ex presidente Roh Moo-hyun, che attraversò via terra la linea di demarcazione militare. Il presidente Lee ha detto che la frase «La strada che consolida la pace, la strada che conduce alla prosperità», lasciata all’ultimo varco sulla via verso il Nord, esprime con chiarezza il significato della dichiarazione. Ha aggiunto che il percorso per risolvere la questione della penisola coreana e consolidare la pace non è facile, ma che la strada da percorrere è chiara.

Che cosa significa questa notizia

Il punto centrale del messaggio è che lo spirito dell’accordo deve essere applicato nuovamente alle attuali relazioni intercoreane, anziché limitarsi a commemorare un’intesa del passato. Richiamando le parole dell’ex presidente Roh Moo-hyun sulla reciprocità, il presidente Lee ha affermato, in sostanza, che la reciprocità può portare soltanto al ripetersi delle crisi e a uno schema di confronto. In questo contesto, «coesistenza pacifica» indica l’orientamento a trasformare le relazioni sulla base del rispetto reciproco e della fiducia, anziché ripetere ostilità e confronto.

Sottolineare lo spirito della dichiarazione e raggiungere accordi o avviare scambi concreti tra le due Coree sono tuttavia passaggi distinti. Nel discorso del 1º ottobre per la Festa delle Forze armate, il presidente Lee ha espresso vicinanza ai soldati feriti nell’esplosione di una mina nella zona demilitarizzata (DMZ, area istituita attorno alla linea di demarcazione militare tra le due Coree) e ha sollecitato la ripresa del dialogo con la Corea del Nord. Il giorno seguente, Kim Yo-jong, direttrice del Dipartimento degli Affari generali del Partito dei Lavoratori della Corea del Nord (북한 노동당), ha respinto il dialogo in una dichiarazione, definendo l’appello «il culmine di una farsa».

Il dibattito sulla coesistenza pacifica è seguito con attenzione perché può incidere sia sulle tensioni militari sia sulla cooperazione economica. Uno dei resoconti originali riportava l’affermazione del presidente Lee secondo cui ostilità e confronto causano danni materiali e perdite umane, ostacolano l’economia e possono anche essere strumentalizzati come pretesto per minacciare la democrazia. Si tratta della valutazione del presidente sulla situazione: il solo messaggio commemorativo non conferma né l’entità concreta dei danni né gli effetti di future politiche.

Per esempio, se ipoteticamente le due Coree riprendessero il dialogo e discutessero progetti di cooperazione economica, le persone o le aziende interessate a quei progetti potrebbero guardare con attenzione alle opportunità di collaborazione. Tuttavia, il fatto che la dichiarazione contempli progetti di cooperazione economica non significa che questi saranno avviati a breve o che si presenteranno opportunità di partecipazione. Gli effetti concreti dipenderanno dalle misure che proporrà il governo, dalla disponibilità della Corea del Nord a dialogare e dal raggiungimento di accordi specifici.

Aspetti riportati diversamente dalle testate

Entrambi i resoconti hanno riferito che il presidente Lee ha esortato a tornare allo spirito della Dichiarazione del 4 ottobre e ha sottolineato il rispetto reciproco, la fiducia e la coesistenza pacifica. Un resoconto ha però illustrato i contenuti della dichiarazione in materia militare, di regime di pace e di cooperazione economica, affrontando anche il discorso per la Festa delle Forze armate e il rifiuto nordcoreano del dialogo. L’altro ha presentato la valutazione del presidente Lee sui possibili effetti di ostilità e confronto sull’economia e sulla democrazia, nonché tre principi per una coesistenza pacifica: inclusiva, stabile e responsabile.

Le testate hanno inoltre descritto in modo diverso la data della visita di Roh Moo-hyun in Corea del Nord. Una ha spiegato che nel 2007 l’ex presidente attraversò via terra la linea di demarcazione militare; l’altra ha indicato più precisamente che si mise in viaggio via terra verso Pyongyang il 2 ottobre 2007. Entrambe hanno riferito che la Dichiarazione del 4 ottobre fu concordata il 4 ottobre 2007.

Fatti accertati e aspetti ancora incerti

Fatti accertati

  • Nel messaggio scritto per la cerimonia del 4 ottobre 2026, 19º anniversario della Dichiarazione del 4 ottobre, il presidente Lee ha sottolineato la coesistenza pacifica e la necessità di interrompere il circolo vizioso di ostilità e confronto.
  • La Dichiarazione del 4 ottobre fu concordata a Pyongyang il 4 ottobre 2007 dal presidente Roh Moo-hyun e dal presidente della Commissione nazionale di difesa Kim Jong-il.
  • La dichiarazione comprendeva la fine delle relazioni di ostilità militare, una visione comune per la costruzione di un regime di pace, la cooperazione per promuovere una dichiarazione di fine della guerra e progetti di cooperazione economica.
  • Il presidente Lee ha sollecitato la ripresa del dialogo con la Corea del Nord il 1º ottobre; il 2 ottobre Kim Yo-jong ha respinto l’appello in una dichiarazione.

Aspetti ancora incerti

  • Le informazioni rese pubbliche non permettono di sapere quali misure concrete il governo intenda promuovere per dare attuazione allo spirito della Dichiarazione del 4 ottobre.
  • Non è stato accertato se la Corea del Nord risponderà in futuro alle proposte di dialogo intercoreano né se il dialogo riprenderà.
  • Non è ancora stato indicato in che modo saranno portati avanti, nel contesto attuale, i progetti della dichiarazione relativi al regime di pace o alla cooperazione economica.

Che cosa dovrebbero verificare i lettori

  • Occorre verificare se il governo tradurrà il progetto di coesistenza pacifica in politiche concrete o in proposte rivolte alla Corea del Nord.
  • Si può osservare quale sarà la risposta della Corea del Nord agli appelli al dialogo e se la sua posizione cambierà dopo il rifiuto.
  • È necessario verificare se saranno annunciati accordi concreti sulla cooperazione economica o sulla riduzione delle tensioni militari. Le sole parole pronunciate in occasione della commemorazione non bastano per concludere che i progetti saranno avviati o che il dialogo riprenderà.

Riferimenti