Nel Partito Democratico di Corea (더불어민주당) si stanno valutando l’estensione dell’Ufficio d’indagine sui reati dei funzionari pubblici di alto livello (고위공직자범죄수사처, 공수처) in un’organizzazione nazionale con presidi regionali e la sua riorganizzazione in un ente incaricato di vigilare e indagare sulle violazioni commesse dagli operatori degli organismi investigativi e giudiziari, tra cui giudici, pubblici ministeri e poliziotti. Secondo quanto riportato, il deputato Kim Gi-pyo (김기표), del Partito Democratico, ha dichiarato di voler presentare all’inizio di novembre 2026 una proposta di modifica della legge sull’Ufficio anticorruzione (공수처법). Un esponente dei vertici del partito ha tuttavia affermato che, per ora, l’ipotesi rappresenta soltanto la posizione personale del deputato Kim e che occorre raccogliere ulteriori pareri tra partito e governo.
Contesto e retroscena
Il punto centrale dell’ipotesi è ridefinire i compiti dell’Ufficio anticorruzione. Secondo quanto riportato, all’interno del Partito Democratico si discute di affidare le indagini sui funzionari di alto livello, tra cui il presidente e i parlamentari, all’Agenzia per le indagini sui reati gravi (중대범죄수사청, 중수청) — un ente incaricato di indagare sui reati gravi — e di trasformare l’Ufficio anticorruzione in un organo di controllo e contrappeso incaricato di vigilare sull’Agenzia, sulla Procura (공소청), competente per l’esercizio dell’azione penale, e sui tribunali.
Il deputato Kim Gi-pyo ha detto che sarebbe ideale che l’Agenzia per le indagini sui reati gravi, la Procura e i tribunali svolgessero ciascuno il proprio ruolo, mentre l’Ufficio anticorruzione vigilasse e indagasse sui loro funzionari. Secondo quanto riferito, si sta valutando anche la creazione di presidi regionali dell’Ufficio, sul modello delle procure distrettuali e dei tribunali distrettuali di un tempo, con personale a rotazione tra la struttura centrale e quelle regionali per esaminare le violazioni commesse dalla polizia, dalla magistratura inquirente e da quella giudicante in tutto il Paese.
La discussione si inserisce nel dibattito sulla valutazione dell’Ufficio anticorruzione. L’ente è stato istituito nel 2021 su iniziativa del Partito Democratico, ma in seno al partito era già stata avanzata l’ipotesi di abolirlo, a causa dei risultati investigativi ritenuti insufficienti. L’articolo ricorda anche che, dopo il fallimento dell’esecuzione del mandato di arresto nei confronti dell’ex presidente Yoon Suk Yeol (윤석열), nel gennaio 2025, l’allora presidente della Commissione legislativa e giudiziaria (법제사법위원회, 법사위), Jeong Cheong-rae (정청래), aveva criticato duramente il capo dell’Ufficio anticorruzione.
Che cosa significa questa notizia
Se l’Ufficio anticorruzione diventasse un organo di vigilanza con presidi in tutto il Paese, potrebbero cambiare l’ampiezza e le modalità del controllo sugli organismi investigativi e giudiziari. Ciò potrebbe incidere non solo sul ruolo dell’Ufficio, ma anche su quale ente dovrebbe indagare sui funzionari di alto livello e su come garantirne l’indipendenza.
In particolare, secondo quanto riportato, l’Agenzia per le indagini sui reati gravi dipende dal Ministero dell’Interno e della Sicurezza, e il suo direttore viene nominato dal presidente. L’articolo segnala che l’ipotesi di affidare le indagini sul presidente e sui parlamentari all’Agenzia, anziché all’Ufficio anticorruzione — un organo indipendente — potrebbe suscitare polemiche sull’indipendenza delle indagini. D’altro canto, più si amplia la platea dei soggetti sottoposti alla vigilanza dell’Ufficio, più diventa importante definire anche il suo personale, i suoi poteri e le sue responsabilità.
Per esempio, se in una regione emergessero sospetti di illeciti a carico di poliziotti o di operatori di un organismo investigativo, nell’ambito dell’ipotesi di un’organizzazione nazionale potrebbe essere il presidio regionale a occuparsi della vigilanza e delle indagini. Si tratta tuttavia di una spiegazione ipotetica, riferita al caso in cui la proposta venisse effettivamente adottata: non significa che l’istituzione di tali presidi o le rispettive competenze siano già state definite.
L’estensione dell’organizzazione su scala nazionale e la ridefinizione dei suoi compiti non sono politiche già approvate. Secondo quanto riportato, i vertici del partito hanno dichiarato che occorrono ulteriori confronti tra partito e governo; inoltre, tra i membri del Partito Democratico della Commissione legislativa e giudiziaria sono state espresse sia posizioni favorevoli all’abolizione sia contrarie all’espansione.
Informazioni sulle istituzioni e sulle misure pertinenti
La riforma descritta nell’articolo dovrebbe essere portata avanti modificando la legge sull’Ufficio anticorruzione (공수처법). L’istituzione di presidi regionali, la riorganizzazione del personale e la ripartizione delle competenze investigative tra gli enti vanno quindi considerate ipotesi ancora in discussione, non misure attualmente in vigore.
Le questioni principali sono due. La prima riguarda l’ambito e le modalità con cui l’Ufficio anticorruzione vigilerebbe e indagherebbe sugli operatori degli organismi investigativi e giudiziari, tra cui giudici, pubblici ministeri, poliziotti e investigatori. La seconda concerne le garanzie di indipendenza delle indagini sui funzionari di alto livello, tra cui il presidente e i parlamentari, qualora fossero affidate all’Agenzia per le indagini sui reati gravi. Secondo quanto riportato, il direttore dell’Agenzia viene nominato dal presidente: sarà quindi importante vedere come questa ripartizione dei poteri verrà formulata nell’eventuale proposta di legge.
Fatti accertati e aspetti ancora da chiarire
Fatti accertati
- È stato riportato che nel Partito Democratico si sta valutando l’estensione dell’Ufficio anticorruzione in un’organizzazione operativa su scala nazionale.
- L’ipotesi in discussione prevede di affidare all’Agenzia per le indagini sui reati gravi le indagini sui funzionari di alto livello e di incaricare l’Ufficio anticorruzione di vigilare e indagare sugli operatori degli organismi investigativi e giudiziari.
- Il deputato Kim Gi-pyo ha dichiarato di voler presentare all’inizio di novembre 2026 una proposta di modifica della legge sull’Ufficio anticorruzione.
- I membri del Partito Democratico della Commissione legislativa e giudiziaria terranno il 7 ottobre 2026, presso l’Assemblea nazionale, un dibattito sulla riorganizzazione completa delle funzioni dell’Ufficio anticorruzione.
- Un esponente dei vertici del partito ha affermato che l’ipotesi rappresenta ancora la posizione personale del deputato Kim e che sono necessari ulteriori confronti tra partito e governo.
Aspetti ancora da chiarire
- Le informazioni disponibili non permettono di sapere quanti saranno i presidi regionali, dove saranno collocati né quale sarà la dotazione di personale e di bilancio dell’Ufficio anticorruzione.
- I contenuti dettagliati della proposta di modifica della legge sull’Ufficio anticorruzione e il calendario della sua presentazione e del suo esame non sono stati definiti.
- Non è ancora possibile sapere se, dopo il confronto tra partito e governo, sarà adottata definitivamente la proposta di estendere l’organizzazione su scala nazionale.
- Non sono state ancora indicate nel dettaglio le misure con cui si intende rafforzare l’indipendenza delle indagini sui funzionari di alto livello.
Che cosa dovrebbero verificare i lettori
- Occorre verificare se la proposta di modifica della legge sull’Ufficio anticorruzione verrà effettivamente presentata e come il testo definirà i presidi regionali e l’ambito delle attività di vigilanza e indagine dell’Ufficio.
- Se la proposta affiderà all’Agenzia per le indagini sui reati gravi le indagini sui funzionari di alto livello, si potrà verificare come saranno formulate le disposizioni sull’indipendenza delle indagini e sulle modalità di nomina del direttore dell’Agenzia.
- Occorrerà seguire il dibattito del 7 ottobre 2026 e i successivi confronti tra partito e governo per capire se le divergenze all’interno del partito si ridurranno.




















