In vista delle elezioni di metà mandato di novembre, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avanzato una serie di richieste di investimenti negli Stati Uniti e di promesse di pagamenti in denaro. Durante un comizio in Ohio il 3 ottobre, ha detto che avrebbe imposto dazi dal 150% al 300% alle aziende straniere che non costruiranno stabilimenti negli Stati Uniti entro circa un anno e mezzo. Sul progetto di sviluppo del gas in Alaska, la cui partecipazione non è stata ancora definita dal governo sudcoreano (한국 정부), ha sollecitato la Corea del Sud a firmare, dicendo che avrebbe «raddoppiato» qualcosa. Nello stesso periodo ha riproposto anche la promessa di assegni per gli anziani e di pagamenti in denaro agli adulti statunitensi.
Contesto e quadro generale
Le dichiarazioni sui dazi non sono un semplice slogan commerciale: mirano a fare pressione sulle decisioni d’investimento delle aziende straniere collegandole alla costruzione di stabilimenti negli Stati Uniti. Secondo quanto riportato, l’amministrazione Trump ha minacciato dazi di centinaia di punti percentuali nei confronti della Cina o su determinati prodotti, ma non ha mai effettivamente imposto dazi di tale entità a un paese specifico. Le parole di Trump non significano quindi che l’applicazione di quei dazi sia stata decisa: vanno intese come una minaccia, secondo cui gli oneri potrebbero aumentare in caso di mancati investimenti.
La questione relativa alla Corea del Sud riguarda il progetto di sviluppo del gas naturale liquefatto in Alaska (GNL, gas naturale trasformato allo stato liquido per poter essere trasportato). Il presidente Trump ha annunciato che i fondi degli investimenti sudcoreani negli Stati Uniti sarebbero stati destinati al progetto, ma il governo sudcoreano non ha confermato la propria partecipazione. Trump ha detto che, se la Corea del Sud non avesse firmato presto, avrebbe «raddoppiato», senza specificare che cosa. Una delle interpretazioni riportate è che si riferisse a un aumento dei dazi, ma non è stata decisa alcuna misura concreta.
Questa pressione si intreccia anche con i negoziati commerciali in corso. Secondo una notizia, l’Ufficio del rappresentante commerciale degli Stati Uniti (USTR) ha imposto alla Corea del Sud dazi del 12,5% sulla base della Sezione 301 del Trade Act e sta conducendo ulteriori indagini sulla sovrapproduzione; il governo sudcoreano starebbe negoziando per portare i dazi aggiuntivi sotto il 2,5%. Un’altra notizia ha spiegato che l’impegno della Corea del Sud a investire negli Stati Uniti è legato alla riduzione dei dazi e che la partecipazione al progetto in Alaska è un punto controverso tra i due paesi, perché non è chiaro se costituisca una modalità per rispettare tale impegno.
Anche il quadro elettorale viene citato come contesto delle dichiarazioni. L’Alaska è tradizionalmente una roccaforte repubblicana, ma alcuni sondaggi hanno mostrato la candidata democratica Mary Peltola in vantaggio sul senatore repubblicano uscente Dan Sullivan. In un sondaggio del New York Times e di Siena pubblicato il 3 ottobre, i candidati democratici al Senato erano in testa o in un testa a testa entro il margine d’errore in cinque stati tradizionalmente repubblicani: Texas, Alaska, Ohio, Iowa e Kansas. Si tratta di una fotografia della situazione al momento del sondaggio, non del risultato delle elezioni.
Che cosa significa questa notizia
Per le aziende e il governo sudcoreani potrebbe aumentare il rischio che le decisioni d’investimento e i negoziati sui dazi vengano legati tra loro. La Corea del Sud non ha ancora confermato la propria partecipazione al progetto, ma il presidente degli Stati Uniti ha già annunciato a quale scopo sarebbero destinati i fondi d’investimento, sollecitato la firma e menzionato i dazi. Tuttavia, sulla base delle notizie disponibili non è possibile stabilire quali dazi verrebbero applicati e quando, qualora la Corea del Sud non investisse, né a che cosa si riferisse l’espressione «raddoppiare». È importante distinguere tra dichiarazioni di pressione ancora incerte e misure politiche già definite.
Per esempio, se un’azienda sudcoreana sta valutando una decisione d’investimento legata alle esportazioni verso gli Stati Uniti, potrebbe dover verificare separatamente la redditività del progetto e le condizioni sui dazi stabilite nei negoziati tra i governi. In particolare, dato che non sono ancora stati definiti né la partecipazione al progetto in Alaska né l’entità e le condizioni dell’investimento, è difficile considerare l’annuncio del presidente come la decisione definitiva del governo sudcoreano.
Per gli elettori statunitensi, gli aspetti cruciali sono il finanziamento delle promesse di pagamenti in denaro e la loro approvazione da parte del Congresso. Il presidente Trump ha scritto che avrebbe iniziato subito a inviare assegni da 90 dollari a oltre 20 milioni di anziani per contribuire al pagamento dei premi Medicare; ha inoltre promesso il cosiddetto «dividendo Trump» da 5.000 dollari a tutti gli adulti statunitensi, a condizione che i repubblicani mantengano la maggioranza in entrambe le Camere del Congresso. Secondo quanto riportato, le due misure costerebbero oltre 1.300 miliardi di dollari e potrebbero aumentare il deficit di bilancio e l’inflazione; si prevede inoltre che sarà difficile ottenere l’approvazione del Congresso. Non è però ancora possibile confermare se i pagamenti verranno effettivamente erogati o se saranno approvati.
Ha attirato l’attenzione anche l’appello a recarsi alle urne. In passato Trump aveva sostenuto che il voto anticipato e quello per posta fossero usati per frodare le elezioni, ma nel video di questa volta ha invitato a votare in anticipo, per posta o il giorno delle elezioni. La coesistenza delle precedenti dichiarazioni sui metodi di voto e dell’attuale invito a votare mostra un cambiamento del messaggio nella fase elettorale. Questo, da solo, non permette di sapere come cambieranno il comportamento degli elettori o il risultato delle elezioni.
Differenze tra i resoconti
I due resoconti hanno riferito entrambi della richiesta di costruire stabilimenti negli Stati Uniti e del fatto che la partecipazione della Corea del Sud al progetto in Alaska non è stata definita. Hanno però trattato in modo diverso i dettagli dell’impegno d’investimento. Un resoconto ha suddiviso l’impegno da 350 miliardi di dollari in 150 miliardi per la cooperazione nel settore cantieristico e 200 miliardi per investimenti strategici, spiegando che la Corea del Sud sta ancora valutando il progetto in via definitiva. Gli altri resoconti non hanno approfondito questa struttura degli investimenti.
È inoltre necessario distinguere il contesto della dichiarazione sul «raddoppio». Un resoconto ha riferito che il presidente Trump non ha specificato che cosa avrebbe raddoppiato, aggiungendo che probabilmente si riferiva a un aumento dei dazi. Altri resoconti hanno riportato un’altra dichiarazione, secondo cui sarebbero stati imposti costi più elevati qualora la Corea del Sud non avesse voluto partecipare al progetto. Non ci sono elementi sufficienti per affermare che le due espressioni si riferiscano alla stessa misura.
Fatti accertati e aspetti ancora incerti
Fatti accertati
- Il presidente Trump ha detto che avrebbe imposto dazi dal 150% al 300% alle aziende straniere che non costruiranno stabilimenti negli Stati Uniti entro circa un anno e mezzo.
- Il governo sudcoreano non ha confermato la partecipazione agli investimenti nel progetto di sviluppo del gas in Alaska.
- Il presidente Trump ha detto che avrebbe «raddoppiato» qualcosa se la Corea del Sud non avesse firmato presto, ma non ha specificato che cosa.
- Il presidente Trump ha promesso assegni da 90 dollari agli anziani e pagamenti da 5.000 dollari agli adulti.
- È stato riportato un sondaggio secondo cui, in cinque stati tradizionalmente repubblicani, i candidati democratici al Senato erano in testa o in una situazione di sostanziale parità.
Aspetti ancora incerti
- Non è chiaro che cosa significhi «raddoppiare» né se la dichiarazione porterà a misure concrete sui dazi.
- Non è stato confermato se le promesse di pagamenti in denaro otterranno l’approvazione del Congresso e si tradurranno in pagamenti effettivi.
- Non sono ancora noti i risultati delle elezioni di novembre per i seggi del Senato nei singoli stati, né se i repubblicani manterranno i seggi alla Camera e al Senato.
Che cosa dovrebbe verificare il lettore
- È opportuno verificare se il governo sudcoreano abbia definito in via definitiva la partecipazione al progetto in Alaska e le condizioni dell’investimento.
- Vale la pena seguire l’esito delle ulteriori indagini dell’USTR e l’andamento dei negoziati sui dazi tra il governo sudcoreano e gli Stati Uniti, in particolare per capire come verrà fissata l’aliquota dei dazi aggiuntivi.
- È prudente non considerare definitive le promesse di pagamenti in denaro negli Stati Uniti finché non saranno confermate l’approvazione del Congresso e la decisione di procedere con i pagamenti.
Riferimenti
- Altri articoli consultati: hani.co.kr
- Altri articoli consultati: m.koreaherald.com




















