Nel processo d’appello contro l’ex presidente Yoon Suk Yeol e altri, accusati di essere i capi dell’insurrezione, la difesa ha ricostruito le fasi della proclamazione della legge marziale, presentando i filmati delle telecamere di sorveglianza dell’ufficio presidenziale e della sala delle udienze del 3 dicembre. La difesa ha sostenuto che la riunione del Consiglio dei ministri fosse stata preparata in anticipo e che la legge marziale fosse legittima e conforme ai requisiti previsti. Anche l’ex presidente Yoon ha affermato che la proclamazione alle 22 era stata una scelta volta a ridurre i danni alla popolazione. I filmati e le spiegazioni sono argomentazioni e materiali presentati in appello; non costituiscono una valutazione accertata della corte.
Contesto
L’udienza si è tenuta il 17 del mese scorso presso la Corte suprema di Seul (서울고등법원), davanti alla sezione penale 12-1 (형사12-1부). La difesa ha presentato le immagini delle telecamere di sorveglianza che mostrerebbero l’ex presidente Yoon mentre ispeziona la sala delle udienze intorno alle 18:48 del giorno della legge marziale, spiegando che si sarebbe trattato di un sopralluogo preliminare in vista della convocazione del Consiglio dei ministri. Secondo questa ricostruzione, il fatto che avesse controllato la sala delle udienze anziché il proprio ufficio avvalorerebbe la tesi secondo cui aveva previsto fin dall’inizio di riunire il Consiglio dei ministri.
Anche l’orario della convocazione dei membri del governo è stato presentato come una questione controversa. La difesa ha sostenuto che l’elenco dei membri del governo da convocare in una prima fase fosse stato trasmesso intorno alle 19:58 a Kim Jeong-hwan, ex capo del servizio di protocollo dell’Ufficio presidenziale, e che fosse stato impartito un secondo ordine di convocazione prima dell’arrivo nell’ufficio dell’ex primo ministro Han Duck-soo, alle 20:45. Sulla base di ciò, ha replicato che la convocazione del Consiglio dei ministri non era legata a una richiesta dell’ex primo ministro Han.
Secondo quanto riportato, la difesa ha presentato la tesi secondo cui la squadra del procuratore speciale sosteneva che, in assenza di un piano iniziale di riunire il Consiglio dei ministri, si intendesse convocare soltanto sei membri del governo, il numero necessario per raggiungere il quorum richiesto per proclamare la legge marziale. Tuttavia, nei resoconti di questa udienza non sono riportate nel dettaglio le repliche della squadra del procuratore speciale né la valutazione dei filmati da parte della corte. La ricostruzione della difesa sugli orari delle convocazioni non va quindi considerata un fatto accertato o riconosciuto dalla corte.
L’ex presidente Yoon ha sostenuto che una proclamazione anticipata della legge marziale avrebbe potuto provocare più confusione, perché sarebbe coincisa con l’orario di rientro dal lavoro, e che per ridurre i danni alla popolazione aveva proclamato la legge marziale alle 22. Ha affermato che l’incontro nella residenza sicura di Samcheong-dong con l’ex ministro della Difesa Kim Yong-hyun e altri era durato 15-20 minuti e che il suo scopo era stato quello di chiedere di mantenere l’ordine al minimo necessario, in previsione di eventuali emergenze. Quanto al documento di cooperazione relativo alla legge marziale, che conteneva istruzioni per interrompere le forniture di energia elettrica e acqua ai mezzi di informazione, la difesa ha negato che vi fosse stata una pianificazione preventiva e ha sostenuto che l’ex presidente Yoon non ne conoscesse i dettagli.
Che cosa significa questa notizia
La questione al centro dell’udienza non riguarda soltanto ciò che si vede nei filmati. Occorre valutare anche se le immagini siano compatibili con la spiegazione secondo cui la riunione del Consiglio dei ministri era stata preparata in anticipo, quando e in quali circostanze siano stati effettivamente impartiti gli ordini di convocazione e quanto questi elementi siano rilevanti per stabilire le finalità e la procedura della legge marziale. La difesa ha presentato i filmati e la sequenza degli orari come elementi a sostegno della tesi della legittimità della legge marziale, ma non è ancora noto se la corte accoglierà tale tesi.
Nei processi penali, l’ammissibilità di una prova e la misura in cui essa corrobori i fatti sono questioni distinte. Il solo fatto che un filmato sia stato presentato in tribunale non rende automaticamente definitive né l’interpretazione delle parti né le conclusioni che tale interpretazione mira a dimostrare. Questa distinzione è importante anche per seguire l’udienza in questione.
Per esempio, anche se le telecamere di sorveglianza mostrassero una persona mentre ispeziona una sala riunioni e se prima o dopo fossero stati impartiti ordini di convocazione, da quelle sole immagini non si potrebbe stabilire automaticamente lo scopo della convocazione del Consiglio dei ministri o la legittimità della legge marziale. Resta da vedere come la corte valuterà nel loro insieme i filmati, gli altri materiali e le spiegazioni delle parti.
L’articolo ha inoltre riferito delle sentenze di primo grado pronunciate nei confronti dei comandanti in carica durante la legge marziale. Yeo In-hyung, ex comandante del Comando di controspionaggio della Difesa nazionale (국군방첩사령부), è stato condannato a 18 anni di carcere; Lee Jin-woo, ex comandante del Comando di difesa della capitale (국군수도방위사령부), a 15 anni; Park An-su, ex capo di stato maggiore dell’Esercito, a 10 anni. Si tratta delle rispettive sentenze di primo grado, che non possono essere considerate un’indicazione anticipata dell’esito dell’appello contro l’ex presidente Yoon e gli altri.
Informazioni sulle procedure e sul supporto pertinenti
Secondo la guida legale interna, in appello possono essere sollevate questioni quali la violazione della legge, l’errata valutazione dei fatti e l’eccessiva severità o mitezza della pena. Dal momento che in questa udienza sono stati presentati i filmati e le circostanze della convocazione del Consiglio dei ministri, il punto centrale per i lettori è capire a quali prove sia collegata ciascuna argomentazione e quale significato la corte d’appello attribuirà a tali prove. Tuttavia, le indicazioni generali sulla procedura d’appello non forniscono informazioni sui termini specifici per il deposito degli atti in questo caso né sulla situazione procedurale delle parti.
Un’altra distinzione sottolineata dalla guida sulle prove è quella tra ammissibilità e forza probatoria. L’ammissibilità riguarda la possibilità di usare una prova in tribunale; la forza probatoria indica quanto essa sostenga i fatti allegati. Il fatto che un filmato di sorveglianza sia stato presentato in tribunale non significa che la sua interpretazione sia stata definita. Inoltre, da questo resoconto non è possibile sapere se vi siano state contestazioni sulle modalità di acquisizione del filmato o sulla sua ammissibilità.
Anche nel caso in cui il procedimento prosegua in Cassazione dopo la sentenza d’appello, le questioni che possono essere esaminate sono limitate. La guida legale spiega che è difficile sollevare per la prima volta in Cassazione questioni che non siano state presentate in appello. Tuttavia, le informazioni attualmente disponibili non consentono di sapere quali saranno i passaggi successivi in questo caso né chi impugnerà la sentenza d’appello e per quali motivi.
Fatti accertati e aspetti ancora incerti
Fatti accertati
- All’udienza d’appello, la difesa ha presentato i filmati delle telecamere di sorveglianza dell’ufficio presidenziale e della sala delle udienze, registrati il giorno della legge marziale.
- La difesa ha sostenuto che la riunione del Consiglio dei ministri fosse stata pianificata in anticipo, richiamando le immagini del sopralluogo nella sala delle udienze e l’orario della convocazione dei membri del governo.
- L’ex presidente Yoon ha spiegato che la proclamazione della legge marziale alle 22 e l’incontro nella residenza sicura erano finalizzati a ridurre al minimo i danni alla popolazione e a mantenere l’ordine.
- In merito al documento di cooperazione relativo alla legge marziale, la difesa ha sostenuto che non vi fosse stata una pianificazione preventiva e che l’ex presidente non ne conoscesse i dettagli.
- Tre comandanti militari, tra cui l’ex comandante Yeo In-hyung, hanno ricevuto in primo grado condanne rispettivamente a 18, 15 e 10 anni di carcere.
Aspetti ancora incerti
- Come la corte d’appello valuterà i filmati e le spiegazioni della difesa.
- Quali prove saranno ritenute dalla corte a conferma delle diverse versioni delle parti sulle circostanze della convocazione del Consiglio dei ministri e sulle finalità della legge marziale.
- Quando sarà pronunciata la sentenza definitiva nell’appello contro l’ex presidente Yoon e gli altri, accusati di essere i capi dell’insurrezione.
Che cosa dovrebbero verificare i lettori
- Nei resoconti delle prossime udienze, distinguete le argomentazioni della difesa dalle valutazioni della corte. È importante non considerare la pubblicazione di un filmato o la sua presentazione in tribunale come se costituissero già la conclusione della sentenza.
- Gli orari della convocazione dei membri del governo e dell’arrivo dell’ex primo ministro Han sono ricostruzioni presentate dalla difesa. Nei prossimi resoconti sarà possibile verificare se verranno aggiunte altre prove o argomentazioni contrarie.
- Le informazioni generali sulla procedura d’appello e sulla valutazione delle prove non sostituiscono una consulenza legale sul caso specifico. Per conoscere i termini o le procedure di un caso concreto, è necessario fare riferimento alle comunicazioni ufficiali relative al procedimento e alle indicazioni del professionista legale incaricato.




















