I media statali nordcoreani hanno riferito il giorno successivo che Kim Jong-un, leader della Corea del Nord, ha assistito all’esercitazione di lancio di un missile strategico a medio raggio svolta il 3 ottobre all’alba in direzione del Mare Orientale. L’Agenzia centrale di stampa coreana (조선중앙통신) ha spiegato che l’obiettivo dell’esercitazione era addestrare le unità missilistiche all’impiego di un «sistema d’arma strategico ipersonico». Kim Jong-un ha affermato che è importante dimostrare che la Corea del Nord è pronta a ricorrere in qualsiasi momento ai propri mezzi di rappresaglia, presentando il lancio come un’espressione della deterrenza e un’attività volta ad accelerare lo sviluppo della deterrenza contro una guerra nucleare.

Contesto e quadro generale

Un aspetto importante di questa notizia non è soltanto il lancio in sé, ma anche il modo in cui la leadership nordcoreana ne ha spiegato il significato. Kim Jong-un ha detto che l’avversario deve continuare a essere consapevole dell’affidabilità e della «letalità» dei mezzi d’attacco strategici. La Corea del Nord ha presentato l’esercitazione missilistica come una dimostrazione della propria prontezza militare e come parte del rafforzamento della deterrenza nucleare.

I media statali nordcoreani hanno inoltre descritto l’esercitazione come un’attività volta a perfezionare le capacità operative delle unità missilistiche e a valutare l’affidabilità, l’efficacia e l’operatività della deterrenza bellica. Le fotografie diffuse mostrano Kim Jong-un, sua figlia Ju-ae e sua moglie Ri Sol-ju mentre assistono al lancio. Le notizie e le immagini dei media nordcoreani mostrano quale messaggio la Corea del Nord ha voluto trasmettere rendendo pubblica l’esercitazione, sia all’interno sia all’estero, ma non consentono, da sole, di verificare in modo indipendente le reali prestazioni del missile.

Anche le descrizioni del tipo di missile e della sua traiettoria vanno lette distinguendo le diverse formulazioni. La Corea del Nord ha dichiarato che l’obiettivo dell’esercitazione era l’impiego di un «sistema d’arma strategico ipersonico»; secondo una notizia, alcuni esperti hanno ipotizzato che potesse trattarsi di un Hwasong-16 o di un missile balistico ipersonico a medio raggio, sulla base, tra l’altro, delle informazioni diffuse dai media nordcoreani sui cambiamenti della traiettoria di volo. Si tratta di un’analisi di possibilità, non della conferma del modello sulla base delle informazioni rese pubbliche.

Che cosa significa questa notizia

Poiché la Corea del Nord ha collegato direttamente il lancio alla deterrenza contro una guerra nucleare, l’esercitazione comunica anche un messaggio militare, oltre a riguardare la prova di un’arma. Pyongyang ha descritto come un’espressione della deterrenza il fatto di indurre l’avversario a riconoscere l’affidabilità e la letalità dei propri mezzi d’attacco. Questa logica viene presentata come una misura volta a impedire un attacco avversario, ma può anche esercitare pressioni sui Paesi vicini, spingendoli a tenere costantemente conto dello sviluppo delle armi e della postura militare nordcoreane.

Secondo quanto riportato, il Ministero della Difesa sudcoreano (한국 국방부) ha valutato che il missile lanciato rientrasse nel raggio in cui può essere rilevato e intercettato dalle risorse militari sudcoreane e statunitensi. Ha inoltre condannato il lancio nordcoreano di un missile balistico come una violazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e ha esortato Pyongyang a cessare le azioni che aumentano le tensioni. Poiché vengono presentate sia la dimostrazione di deterrenza nordcoreana sia l’enfasi sudcoreana sulla capacità di rilevamento e intercettazione, è importante distinguere le spiegazioni delle diverse parti, senza concludere che il livello di minaccia sia determinato soltanto dalle dichiarazioni nordcoreane o, al contrario, che il rischio sia stato eliminato sulla base della sola valutazione sudcoreana.

Per esempio, chi segue la situazione di sicurezza nella penisola coreana può leggere questa notizia come un segnale di come la Corea del Nord giustifichi la propria deterrenza nucleare. Tuttavia, questo episodio da solo non permette di trarre conclusioni sulla reale probabilità di un conflitto o sulle capacità operative del missile. È importante considerare le dichiarazioni nordcoreane, la valutazione del Ministero della Difesa sudcoreano e i dettagli del lancio non ancora resi pubblici come livelli di informazione distinti.

Gli aspetti riportati in modo diverso

La distanza di volo è stata riferita diversamente a seconda della fonte. I media statali nordcoreani hanno riferito che il missile è stato lanciato verso nord-est e ha colpito un bersaglio situato a 1.000 km sul Mare Orientale. Le autorità militari sudcoreane, invece, hanno dichiarato di aver rilevato un missile balistico lanciato dalla zona di Wonsan in direzione del Mare Orientale e che ha volato per oltre 700 km. Poiché i due dati corrispondono rispettivamente alla dichiarazione nordcoreana e alla descrizione del rilevamento fornita dalle autorità militari sudcoreane, è difficile considerare uno dei due come la distanza di volo accertata.

Anche la direzione del lancio è descritta in modo diverso. La notizia nordcoreana parla di una direzione nord-orientale e di un bersaglio sul Mare Orientale, mentre la descrizione del rilevamento sudcoreana riferisce un lancio in direzione del Mare Orientale. Si tratta di una differenza nel modo di descrivere la direzione di lancio; i dati resi pubblici non consentono di confrontare l’intera traiettoria nel dettaglio.

Fatti accertati e aspetti ancora da chiarire

Fatti accertati

  • La Corea del Nord ha svolto un’esercitazione di lancio di un missile il 3 ottobre all’alba, in direzione del Mare Orientale; il giorno successivo i media statali hanno riferito che Kim Jong-un vi aveva assistito.
  • La Corea del Nord ha descritto l’esercitazione come un addestramento delle unità missilistiche all’impiego di un «sistema d’arma strategico ipersonico».
  • Kim Jong-un ha affermato che è importante dimostrare che la Corea del Nord è sempre pronta a ricorrere ai propri mezzi di rappresaglia e che il lancio costituisce un’espressione della deterrenza e un’attività volta a sviluppare la deterrenza contro una guerra nucleare.
  • I media statali nordcoreani hanno riferito che il missile ha colpito un bersaglio a 1.000 km, mentre le autorità militari sudcoreane hanno dichiarato di averne rilevato un volo di oltre 700 km.
  • Secondo quanto riportato, il Ministero della Difesa sudcoreano ha valutato che il missile rientrasse nel raggio di rilevamento e intercettazione delle risorse militari sudcoreane e statunitensi e ha condannato il lancio come una violazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Aspetti ancora da chiarire

  • I soli resoconti pubblici non consentono di accertare i dettagli del lancio, come la distanza di volo effettiva, la velocità e l’intera traiettoria.
  • Non è possibile sapere se siano stati verificati in modo indipendente il modello esatto del missile e le prestazioni della modalità di volo rivendicata dalla Corea del Nord.
  • Le notizie disponibili non indicano quali reazioni ufficiali abbiano espresso altri Paesi dopo il lancio.

Che cosa dovrebbe verificare chi legge

  • Nel consultare eventuali aggiornamenti sulla distanza di volo, è utile distinguere per fonte la dichiarazione nordcoreana secondo cui il bersaglio è stato colpito e i dati di rilevamento delle autorità militari sudcoreane.
  • Quando compaiono termini come «ipersonico» o il nome di uno specifico modello di missile, è opportuno verificare se si tratti di una dichiarazione nordcoreana, di una valutazione di possibilità formulata da esperti o di informazioni confermate in modo indipendente.
  • Verificare se saranno rese pubbliche ulteriori valutazioni del Ministero della Difesa sudcoreano e reazioni ufficiali dei Paesi vicini può aiutare a comprendere meglio il significato militare del lancio e le risposte dei diversi Paesi.

Riferimenti