Domenica le autorità hanno dichiarato che un agente del Commissariato di polizia di Dongdaemun di Seul è stato posto in custodia cautelare con l’accusa di possesso, produzione e diffusione di immagini di sfruttamento sessuale. L’agente, la cui identità non è stata resa pubblica, è stato formalmente posto in custodia cautelare il mese scorso, dopo mesi di indagini volte a rintracciare chi diffondeva immagini nelle chat di Telegram. Ad agosto la polizia ha sequestrato il suo cellulare e, dall’analisi forense (procedura di recupero e verifica dei dati da dispositivi elettronici), ha rinvenuto circa 2.600 immagini deepfake, circa 1.600 immagini di sfruttamento sessuale di minori e circa 1.300 immagini ottenute con riprese illegali.

L’agente è accusato di aver creato con l’intelligenza artificiale circa 400 immagini di nudo di conoscenti tra marzo 2022 e luglio di quest’anno, e di averne diffuse alcune decine in una chat di Telegram. Con il termine deepfake si intende la creazione o la manipolazione, mediante tecnologie di intelligenza artificiale, di immagini o video che sembrano raffigurare persone reali. Il numero di file riportato è suddiviso per tipologia, ma non è stato accertato se vi siano sovrapposizioni tra le categorie.

Contesto e quadro generale

Il caso è emerso nel corso delle indagini su chi diffondeva immagini in una chat online: la polizia ha sequestrato il cellulare dell’agente e ha esaminato i materiali che conteneva. Le accuse non riguardano soltanto il possesso di file. Comprendono anche la presunta creazione da parte dell’agente di immagini di nudo di conoscenti e la diffusione di alcune di esse nella chat.

Dalle indagini è emerso che l’agente era già stato sottoposto a indagine per reati analoghi prima di entrare in servizio e che nei suoi confronti era stata disposta la sospensione condizionale dell’azione penale (기소유예). Le informazioni diffuse non specificano quali disposizioni di legge siano state applicate nel caso attuale né quale effetto abbia avuto sulla presente indagine il provvedimento precedente all’ingresso in servizio.

Un rappresentante del Commissariato di polizia di Dongdaemun ha dichiarato che, non appena informato del caso, il commissariato ha disposto la sospensione dal servizio dell’agente e lo ha escluso dalle sue funzioni attuali. È confermato che si tratta di misure adottate dall’organizzazione dopo essere venuta a conoscenza del caso, ma le notizie non chiariscono se siano state avviate verifiche disciplinari interne o adottati ulteriori provvedimenti sul piano del personale.

Che cosa significa questa notizia

Le persone potenzialmente danneggiate non sono soltanto quelle raffigurate nelle immagini. Se un’immagine creata sulla base di una fotografia reale viene diffusa senza il consenso della persona interessata, questa può trovarsi a vedere circolare come propria anche un’immagine che non ha mai realizzato. In questo caso, tuttavia, non sono state accertate l’identità dei conoscenti o dei minori raffigurati, il numero delle vittime né l’effettiva portata della diffusione.

L’agente è stato escluso dalle sue funzioni, ma questo provvedimento, da solo, non determina la sua responsabilità penale. Fino alla conclusione delle indagini e del processo, occorre distinguere tra accuse e fatti accertati in via definitiva.

Per esempio, una persona che venga a sapere che in una chat online è stata pubblicata un’immagine ottenuta manipolando il suo volto non può concludere, sulla sola base dei provvedimenti di polizia resi noti in questo caso, di conoscere chi abbia creato l’immagine o quanto sia stata diffusa. Per accertare l’entità dei danni, i responsabili e i canali di diffusione servono i risultati di un’indagine specifica.

Procedure e informazioni di supporto pertinenti

La custodia cautelare non equivale a una condanna definitiva. Secondo le indicazioni legali interne, un indagato sottoposto a custodia cautelare durante le indagini può chiedere il riesame della custodia cautelare (구속적부심사), una procedura con cui si chiede al tribunale di valutare nuovamente se la detenzione sia appropriata. La richiesta può essere presentata non solo dall’indagato, ma anche dal suo avvocato, dal coniuge, dai parenti in linea retta, dai fratelli o dalle sorelle, dai familiari, dai conviventi o dal datore di lavoro.

Dopo l’incriminazione la procedura è diversa. L’imputato può chiedere la libertà su cauzione (보석) e il tribunale, valutate le circostanze specifiche, decide se concederla e a quali condizioni. Pertanto, il riesame della custodia cautelare riguarda l’indagato nella fase delle indagini, mentre la libertà su cauzione riguarda l’imputato dopo l’incriminazione; nessuna delle due procedure garantisce il rilascio per il solo fatto di aver presentato domanda. Se vengono violate le condizioni della libertà su cauzione o l’imputato non si presenta al processo senza un motivo legittimo, la libertà su cauzione può essere revocata oppure la cauzione può essere confiscata.

Non è stato reso noto se la difesa dell’indagato abbia presentato una richiesta tramite una di queste procedure né se l’uomo sia stato incriminato. Le indicazioni legali descrivono procedure generali: i requisiti effettivi per presentare una richiesta e la decisione del tribunale vanno verificati in base alla fase del caso e alle circostanze individuali.

Fatti accertati e aspetti ancora sconosciuti

Fatti accertati

  • L’agente appartiene al Commissariato di polizia di Dongdaemun di Seul e la sua identità non è stata resa pubblica.
  • Dopo mesi di indagini è stato formalmente posto in custodia cautelare il mese scorso; ad agosto la polizia ha sequestrato il suo cellulare.
  • Dall’analisi forense sono emerse circa 2.600 immagini deepfake, circa 1.600 immagini di sfruttamento sessuale di minori e circa 1.300 immagini ottenute con riprese illegali.
  • L’agente è accusato di aver creato circa 400 immagini di nudo di conoscenti tra marzo 2022 e luglio di quest’anno e di averne diffuse alcune decine in una chat di Telegram.
  • Dopo essere stato informato del caso, il Commissariato di polizia di Dongdaemun ha disposto la sospensione dal servizio dell’agente e lo ha escluso dalle sue funzioni.

Aspetti ancora sconosciuti

  • Qual è l’identità dell’agente e quali sono le specifiche disposizioni di legge contestate?
  • A che punto sono le indagini e il procedimento giudiziario sulle accuse di creazione e diffusione delle immagini?
  • Qual è l’identità dei conoscenti o dei minori raffigurati e quali sono il numero accertato delle vittime e la portata dei danni?
  • I numeri dei file di immagini diffusi per tipologia si sovrappongono?

Che cosa dovrebbero verificare i lettori

  • È opportuno controllare se le notizie successive chiariranno quali disposizioni di legge sono contestate e se vi è stata un’incriminazione. Al momento sono noti la custodia cautelare e il contenuto delle accuse, ma non è stato accertato lo stato del procedimento giudiziario.
  • Si può verificare se siano state accertate ufficialmente l’identità delle persone raffigurate e l’entità dei danni. Le notizie attuali non forniscono queste informazioni.
  • Se occorre informarsi sulle procedure per un conoscente o un familiare sottoposto a custodia cautelare, è bene non confondere il riesame della custodia cautelare, previsto nella fase delle indagini, con la libertà su cauzione, prevista dopo l’incriminazione, e verificare con un legale i requisiti e le condizioni.

Riferimenti